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Sviluppi sull'omicidio di Annalena Roma 09.10.2003
La polizia di Borama detiene quattro persone sospettate di essere in
connessione degli assassini di Annalena, Mercoledì lo ha annunciato il
Sig. Mahamud Sheck Abdullahi, responsabile degli interni della Regione
Awdal nel Somaliland presente il capo della Polizia Mr.Ubahle e il Sindaco
della città Abdurahman Sheck Omar. Annalena Tonelli è stata assassinata
nell’ospedale fondato da lei domenica sera a Borama, città situata a
580 miglia a Nordest di Mogadiscio. Il Ministro degli Interni del
Somaliland Ismail Aden Osman riferisce che i sospetti sono stati arrestati
tra martedi e mercoledì, al 90% uno dei quattro arrestati è
l’esecutore materiale dell’omicidio e gli altri tre sono connessi
nell’assassinio. Il Ministro conferma che le indagini sono ancora in
corso e pensa che l’evento sia stato “un incidente isolato” di cui
non si sa il movente. Nel frattempo, ha comunicato, che sei occidentali
che lavoravano a Borama sono stati evacuati per precauzione a Hargheisa.
Le spoglie di Annalena Tonelli, rimarranno in Africa. Lo hanno deciso i
suoi famigliari giunti a Nairobi. Annalena sarà seppellita a Wagir (Wajeer),
un villaggio del nord-est del Kenya non lontano dal confine somalo, dove
oltre trent'anni fa iniziò la sua attività prima che fosse espulsa dal
governo keniota e dove aveva lavorato a lungo a favore delle popolazioni
nomadi della Somalia, suo grande amore.
La Somalia è in lutto per
l'ennesimo ed efferato assassinio verso una donna che ha fatto molto per
il paese. E’ stata vilmente assassinata l'indifesa e disarmata Annalena
Tonelli a Borama. Fonti del Somaliland dove è stato compiuto l'omicidio
confermato anche dall'ambasciata italiana a Nairobi, - il Somaliland si è
autoproclamato repubblica indipendente dalla Somalia, in realtà è una
regione somala ex protettorato britannico - rendono noto Annalena Tonelli,
è stata uccisa con un colpo di fucile domenica sera anche se la notizia è
stata diramata lunedì nella tarda mattinata. Da oltre 30 anni Tonelli
operava autonomamente in Somalia come volontaria. Per la sua opera aveva
ricevuto il "Nansen refugee award", il più importante premio per chi si
occupa di profughi e rifugiati. Annalena conosciuta anche come "La madre
Teresa della Somalia", aveva fondato e dirigeva a Borama un ospedale
specializzato nella cura della tubercolosi. Forlì
sua città natale è oggi a lutto. Questo pomeriggio 6.10.2003, la seduta di
Consiglio comunale si aprirà con un minuto di silenzio e il discorso
commemorativo del sindaco, Franco Rusticali. Sui palazzi istuzionali della
città sventolano le bandiere a mezz'asta abbrunate con il nastro nero e
sui muri l'amministrazione ha fatto affiggere manifesti a ricordo di
Annalena. Nel corso della seduta di consiglio verrà avanzata la proposta
di intitolare un parco, una via o una piazza, alla sfortunata
concittadina. L'ANCIS partecipa al lutto e alla perdita della missionaria
forlivese, certi che la Somalia con la Tonelli ha perso un altra volta una
delle sue prerogative, certezze, dedizioni più belle.
Premiata dall’Onu: da 33 anni con i malati in Africa Annalena Tonelli: la felicità è aiutare chi sta soffrendo. Dorme 4 ore per notte, ha solo due tuniche e uno scialle. Annalena Tonelli Chi è Annalena? Missionaria, forlivese di nascita, vive da oltre 30 anni fra i Somali. La Tonelli è stata insignita Commendatore dal Presidente della Repubblica Ciampi nel 56° anniversario della Repubblica il 2 Giugno 2002. Inizialmente aveva fondato un cronicario, orfanotrofio nella città portuale di Merca. Oggi è a Borama, Nord-Ovest della Somalia, a un'ora di aereo da Jibuti. Ha riattivato ospedale e ambulatorio per la cura e prevenzione della tubercolosi: un migliaio circa di malati e un ritmo intensissimo di lavoro. Oltre alle cure mediche, ha iniziato anche: scuole di alfabetizzazione per bambini e adulti tubercolotici, corsi di istruzione sanitaria al personale paramedico, una scuola per bambini sordomuti e handicappati fisici. L'Organizzazione Mondiale della Sanità fornisce i medicinali essenziali e Annalena provvede alla spesa del mantenimento della struttura ospedaliera, stipendia il personale, cibo ai pazienti, materiale e attrezzature scolastiche... ROMA - Dorme quattro ore, gliene restano altre venti per stare accanto ai suoi malati. Ci sono 200 letti all’ospedale di Borama in Somalia, regione del Nordest. Tutti occupati, tutti i giorni. Possiede due tuniche e uno scialle, i sandali glieli hanno regalati altrimenti andava scalza. Vive da povera tra i poveri, da sfollata tra gli sfollati, da rifugiata tra i rifugiati. Ma non sa cos’è il sacrificio. Non è per quello che Annalena fa quello che fa. Da 33 anni, lei ne ha 60. «Non c’è rinuncia, rido di chi la pensa così. La mia è pura felicità, chi altro al mondo ha una vita così bella?». Bella anche se non vede altro che gente che soffre. Bella anche quando l’hanno scacciata, picchiata, minacciata di morte. «Dio mi ha dato la capacità di superare ogni problema, non ho mai pensato di tornare indietro». Magrissima, i capelli grigi raccolti sulla nuca. Alle 7 è in clinica, alle 7.30 c’è la riunione con i medici, alle 9 comincia il giro delle stanze. Parla con ogni ammalato. Va via che è sera e lavora ancora. Hanno scelto lei ieri a Ginevra per il Nansen Refugee Award (da Fridtjof Nansen, celebre esploratore polare norvegese), un riconoscimento che l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) assegna ogni anno (dal 1954) ad associazioni o persone che si prendono cura dei profughi o comunque di chi soffre. Tra i precedenti vincitori ci sono Eleanor Roosevelt, il re Juan Carlos di Spagna, Medici senza Frontiere, Luciano Pavarotti (nel 2001, primo italiano). Annalena non è un medico. E non è una suora, anche se è molto devota e non si è mai sposata. Si è laureata in legge «per far contenti i miei», però non ha mai fatto l’avvocato. Invece è partita per l’Africa come insegnante. Ma nemmeno quella era la strada. Tutto le è stato più chiaro quando ha visto la gente ammalata di tubercolosi: allontanata dalle famiglie, reietta, deforme, condannata ad una fine dolorosa, lenta e certa. «In quel momento mi sono innamorata di loro ed è stato per la vita». In fondo l’aveva già deciso quando aveva appena 5 anni: «Quel che volevo era aiutare gli altri: i poveri, i sofferenti, i non amati». Si mette a studiare medicina: un diploma sulla tbc in Kenya, uno di medicina tropicale in Inghilterra. Nel 1970 doctor Tonelli sperimenta per prima in Africa una nuova cura contro la tubercolosi, efficace in 6 mesi, rispetto ai 12 o i 18 che occorrevano fino ad allora. Teneva con sé gli ammalati finché non erano guariti. Nel 1984 fu costretta a lasciare il paese, dopo essere stata picchiata e aggredita. Il dottore che la sostituì fu ucciso. Arrivò in Somalia. Durante la guerra civile, ha sfamato centinaia di persone a Mogadiscio. Poi è arrivata a Borama, cittadina relativamente pacifica nel Somaliland. Baracche, strade sterrate, nessun semaforo, nessun cartellone pubblicitario, 100 mila abitanti. La World Health Organization (Who) l’ha aiutata a costruire un’ala dell’ospedale. Il resto Annalena l’ha tirato su da sola, raccogliendo fondi per conto suo (specie dall’Italia). C’erano 300 pazienti nelle capanne. Adesso quasi tutti hanno un letto vero. La clinica costa 20 mila dollari (più o meno l’equivalente in euro), al mese, ci lavorano 75 persone tra medici ed infermieri. Si cura la tbc ma anche l’Aids. Grazie alla collaborazione con dei chirurghi tedeschi, già 3.700 persone colpite da cataratta hanno recuperato la vista. Mother Annalena (o grandmother, dipende dall’età dei suoi pazienti che la chiamano così), ha messo su anche una scuola per bimbi sordi e disabili. Combatte la pratica crudele dell’infibulazione. Fa colazione con pane e tè, salta il pranzo, per cena mangia fagioli, riso, pollo. Non torna a casa quasi mai (nemmeno una volta per i primi 4 anni di Borama), anche se lì ci sono la mamma e 4 fratelli. Del premio Nansen ignorava l’esistenza. Non voleva nemmeno accettarlo, poi l’hanno convinta che un po’ di celebrità avrebbe fatto del bene alla causa. Perciò il 25 giugno sarà a Ginevra per la cerimonia ufficiale. Annalena non sa nemmeno che al riconoscimento si accompagna un assegno da 100 mila dollari (o euro). Lo spenderà certo per il suo ospedale. Versione liberamente tratta © Corriere della Sera Fare offerte per la spedizione dei pacchi o
per aiuti finalizzati. Utilizzando il c/c n. 22974319 C/o Banca di Forlì, sede centrale
Tutto o quasi su Annalena Tonelli http://www.who.int/disasters/repo/5865.doc World Health Organization http://www.conviviodeipopoli.it/html/article.php?sid=39 Un € salva una vita http://www.volint.it/piroga/piroga6/Una%20laurea%20in...%20Somaliland.pdf Una laurea in Somaliland http://www.kiwanis.it/k2003/tonelli.htm Somalia oltre la guerra 1€ per i bimbi somali
L’ospedale in cui lavora Annalena a Borama. Annalena in una pista d’aereo a Borama. |