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Nei quartieri di Londra, Nairobi e negli Stati
Uniti, ovunque nel mondo, in cui vivono i somali
fuggiti dalla guerra civile c’è tensione e ci sono
timori legati alle notizie terroristiche che
giungono da Londra. Gli arresti che coinvolgono
anche cittadini somali stanno avendo ripercussioni,
timori e rendono vulnerabili le migliaia di somali
della diaspora che vivono fuori dalla Somalia. Nelle
molte città mondiali in cui vivone le comunità
somale le associazioni e i gruppi organizzati si
stanno riunendo per dettare comunicati di
dissociazione dai barbari atti terroristici e danno
la loro solidarietà alle vittime. Dall' Africa,
all'Europa e negli stati Uniti fra tutta la
gente serpeggia il timore. Il governo keniano sta
valutando provvedimenti immediati per trasferire
coattamente molti profughi in Somalia. Eastleigh è
un chiaro esempio della situazione dei somali nel
mondo. Quando il governo della Somalia si è dissolto
dalla guerra civile del 1991, centinaia di migliaia
di Somali sono fuggiti dal massacro per il Kenya,
per i paesi vicini e nel mondo dove si sono
accampati come rifugiati in campi e quartieri che
con il tempo sono diventate zone franche come a
Eastleigh. Anche i terroristi del 21 Luglio di
Londra, hanno fatto lo stesso viaggio.
Per due volte durante gli ultimi sette anni, il
Kenia è stato obiettivo degli attacchi terroristici
fatti da uomini che avevano una copertura somala.
Eastleigh,
un quartiere di Nairobi conosciuto come piccola
Mogadiscio, la somalità è una realtà, tant’è che si
pensa di essere in Somalia anziché in Kenya. E’
immediata l’associazione alla Somalia in Eastleigh:
i classici abiti musulmani sono la norma, i tanti
modi di vivere e di commerciare sono segnali della
somalità predominante degli abitanti del quartiere.
Tutto quanto d’immaginabile si può reperire comprese
le armi, dice la polizia, ma quelle trattative vanno
fatte di nascosto e al riparo.
I rifugiati di Eastleigh ritengono che saranno i
prossimi obiettivi della polizia keniana. Prevedono(
visto il coinvolgimento dei somali negli attentati),
che saranno aumentati dalla polizia perquisizioni e
restrinzioni personali anche se i sospetti hanno
lasciato da bambini la Somalia, l'Etiopia e
l’Eritrea per la Gran-Bretagna e non hanno legami
conosciuti in Africa.
Tutti questi segnali portano inevitabilmente ad un
esame più accurato da parte delle forze dell’ordine
sulla piccola Mogadiscio, che era già un luogo
d’alto tasso di crimine nella città di Nairobi. A
spiegazione del suo severo provvedimento contro gli
immigrati recentemente sui residenti di Eastleigh e
di altri sobborghi, Linah Chebii Kilimo, Ministro
dell’ immigrazione del Kenia dice "Ci sono tanti
immigranti illegali in questo paese e stanno
mettendo la sicurezza del nostro paese in pericolo.
Molti persone di questa gente è coinvolta in pesanti
attività illegali quale banditismo, prostituzione,
sequestri di autovetture e di persone e tutte le
specie di malefatte."
Gli uomini somali si siedono insieme nel pomeriggio
per masticare il khat, uno stimolante narcotico
vegetale di cui fanno ampio uso rosicchiando le
gemme e il tenero tronco. Quando il khat fa effetto
ed entra in circolo, la loro lingua si scioglie e
parlano volentieri della situazione che si è
determinata e spiegano che il governo keniano ha
cominciato a prendere provvedimenti severi sugli
immigranti irregolari, situazione che include
pesantemente la gente di Eastleigh. "Era già dura
prima, ora la situazione si farà ancora più
drammatica per noi e le nostre famiglie" dice un
rifugiato somalo che rifiuta di fornire le sue
generalità perché dice teme d’essere arrestato.
"Quel idiota coinvolto a Londra ci sta facendo
soffrire ancora di più."
Tuttavia prima dei fatti di Londra, Il governo del
Kenya aveva ordinato ai rifugiati in attesa di
richiesta d’asilo politico di fare regolare domanda
tramite le preposte autorità delle Nazioni Unite o
rischiavano, in caso di controlli, l’immediata
deportazione. L'annuncio ha generato il panico. La
scadenza originale era la fine del mese di giugno.
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Sheikh
Aweys, membro anziano delle Corti Islamiche
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Prima del termine, migliaia di persone disperate
(oltre ai somali sono presenti rifugiati
dall’Uganda, Ruanda e altri paesi africani) si sono
presentate negli uffici dell'alto commissario delle
Nazioni Unite per i rifugiati a Nairobi. Tutti i
disperati si sono messi alla ricerca del pezzo di
carta che certifica il loro status di rifugiato
autentico. Con i funzionari delle Nazioni Unite
soprafatti dalle folle, le autorità keniane hanno
deciso estendere il periodo di decadenza a fine
agosto. Questo ulteriore posticipo ha esteso l'ansia
in Eastleigh. "Non sono una persona in difetto" dice
Hussein Mahdi, di 37 anni. Era venuto nel Kenya nel
1999 dal Gedo del sud, fuggito per cause di dispute
etniche. "E’ a causa dei problemi che c’erano nel
mio paese sono venuto qui. Non sono interessato a
generare problemi ne’ qui ne’ altrove." Hussein era
uno dei primi a fare le fila fuori degli uffici
dell'agenzia delle Nazioni Unite con altri
immigranti senza ottenere risultati dopo una
giornata di fame e di sete. Hanno atteso, ciò
nonostante, in piedi accanto al filo spinato che è
stato messo come misura di sicurezza. "Mi pare a
volte, di non essere considerato come essere umano,
non sono un delinquente ma non ci si permette
neanche di vivere decentemente. Viviamo una vita di
sospesi nell'aria."
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Passaporti somali
liberamente in vendita al mercato
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Tralasciando lo slums di Eastleight,
anche altri luoghi lontani sentono che qualcosa di
diverso questa volta è accaduto dopo l'arresto di Yassin
Hassan
Omar. Il tragico gesto di questo stupido ragazzo sta
sconvolgendo la vita di moltissime persone che ora,
per un motivo o l'altro, si sentono sotto una lente
d'ingrandimento. La cultura del sospetto si è
insinuata in modo drammatico in mezzo ad una
popolazione che fino a ieri si sentiva estranea alla
Jihad, al martirio e all'estremismo. Tuttavia, ora prima di tutto tocca ai
medesimi somali
prendere provvedimenti per contrastare un corpo estraneo alla
loro cultura. Bisognerà cominciare a denunciare i
tanti finti somali che hanno approfittato della
disgregazione dello stato somalo per dichiararsi
cittadini somali per poter usufruire dell'asilo
politico dato
ai somali. Una giusta richiesta d'asilo che ora si
stringerà inevitabilmente e comporterà un visione
d'insieme drastica. Da Londra e da
Leicester giunge che il Somali Concern Group (un gruppo politico di nuova
formazione) ha diramato un
comunicato stampa inviato al
Premier Tony Blair, al Capo della Polizia
Metropolitana di Londra e al Sindaco Levingstone in
cui scrive la solidarietà della comunità somala al
governo e al popolo inglese. |