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"Il ruggito del Leopardo"..... 

Quando la Somalia di Barre faceva la voce grossa con la "stampa borghese italiana."

La persona oggetto della contesa era il nostro Costantino Selucci, ora defunto. 

                                                      

Carissimi amici, vi ripropongo un articolo già precedentemente pubblicato dal nostro sito. L'articolo in merito fu pubblicato Martedi 6 Luglio 1971 sulla Stella d'Ottobre, giornale di lingua italiana diffuso a Mogadiscio, a pag. 3 - il numero era 216. Ve lo proponiamo senza commenti.

"Il Tempo" giornale di Roma, ha la risposta che si merita.

Nella RDS (Repubblica Democratica Somala) c'è posto per quelli italiani che contribuiscono con onestà e sincerità all'edificazione nazionale.

 

In questi ultimi tempi certa stampa borghese italiana ha intensificato i suoi sconsiderati attacchi al nostro paese e popolo. La cosa non ci sorprende, né ci turba: anzi, potrebbe impensierirci se tale stampa elogiasse la presente realtà somala. Ciò potrebbe allora costituire un campanello d'allarme per noi perché significherebbe una nostra deviazione della via rivoluzionaria socialista. Perciò, finché la stampa borghese strilla contro di noi, vomitando attacchi calunniosi, questo è per noi garanzia della giustezza della via che abbiamo iniziato a percorrere il 21 Ottobre 1969. Per noi la stampa borghese è come un termometro: quando la temperatura sale per la febbre dell'ira e della rabbia dei nostri nemici nei nostri confronti, ciò indica che la nostra Rivoluzione cresce sana ed immune da malattie. Il fatto, quindi, che ogni tanto qualche giornale borghese italiano lanci i suoi strali avvelenati contro il nostro paese è una reazione che si accompagna al moto rivoluzionario che stiamo percorrendo verso il progresso. Noi conosciamo gli interessi che la stampa difende: sono gli interessi di coloro che con la Rivoluzione hanno perduto privilegi acquisiti durante il colonialismo o sono pure gli interessi che, con la caduta del fascismo in Italia, hanno visto crollare il loro sogno imperiale di assoggettare altri popoli per sfruttarli. Ecco perché il più delle volte non diamo importanza a quanto scrive contro di noi la stampa borghese perché ciò è dettata da rabbia mista a disperazione: rabbia nel vedere un popolo come il nostro compiere immani sforzi per liquidare ogni conseguenza colonialista al fine di crearsi una vita dignitosa in un paese libero e sovrano e disperazione nel veder svanire il piano neo-colonialista di sfruttare sotto nuove forme le nostre ricchezze naturali e la nostra manodopera. L'azione rivoluzionaria del 21 Ottobre è l'origine dell'irosa stizza della stampa borghese che, prima della Rivoluzione, aveva ammirazione per la reazione locale che permetteva le più losche manovre ed intrighi e i più spregevoli e illeciti arricchimenti a certi ambienti di sfruttatori neo-colonialisti. Ma, talvolta, questa stampa raggiunge forme abiette di calunnia e di diffamazione tali che non è possibile per noi tacere. Ciò è quanto ha fatto il quotidiano "Il Tempo" di Roma che, pur sapendo di essere in malafede, ha cercato di strumentalizzare le dichiarazioni di certi elementi senza decoro e dignità per lanciare invettive contro il nostro paese. Questi elementi sono coloro che, andati di loro iniziativa in Italia dalla RDS, hanno iniziato una campagna di denigrazione contro il nostro paese, facendosi passare per "espulsi" al fine di farsi concedere sussidi pagati dai contribuenti italiani, vivendo così alle spalle del popolo italiano. Noi, comunque, non abbiamo nulla da ridire su questo fatto: il Governo italiano è padrone di amministrare i suoi soldi pubblici come vuole e di credere o far finta di credere alle menzogne dei finti espulsi. Anzi elogiamo l'iniziativa del Governo italiano che aiuta a rifarsi una vita in Italia a coloro che si sono stancati di vivere nella RDS od in altri paesi. Non ci sarebbe quindi stato nulla di male se "Il Tempo" avesse sollecitato l'aiuto del Governo italiano per i cittadini italiani ritornati in patria dal nostro paese. Ciò su cui abbiamo invece da ridire è che "Il Tempo" fa ricorso ad una tipica retorica fascista per spingere il Governo italiano ad aiutare i finti espulsi dalla Somalia. Infatti, riferendosi ad una delegazione di cittadini italiani, "in gran parte nati da matrimoni misti", recatasi al Viminale per continuare a vivere sul piano dei sussidi, "Il Tempo" si è fatto proprie le infondate dichiarazioni rilasciate da loro ed ha lanciato subito la categorica definizione di "espulsi dalla Somalia perché cittadini italiani", così insistendo: "Sono italiani a tutti gli effetti e testimoniano la grande opera compiuta dal popolo italiano, unico fra tutti i popoli che non abbia sfruttato, ma abbia, viceversa, beneficiato le terre africane". Al "Tempo" vogliamo rispondere che non è stata certo una grande bella opera quella di aver messo al mondo nei paesi, allora colonie italiane, tanti figli, che senza averne colpa, portano oggi addosso complessi creati in loro proprio da quelli ambienti fascisti, assidui lettori de "Il Tempo". Senza conoscere questi finti espulsi, senza documentarsi sul fatto se essi sono stati veramente "espulsi" com'essi asseriscono al fine di trovare la qualifica di profughi per vivere con sussidi assicurati oppure se hanno abbandonato spontaneamente il nostro paese, "Il Tempo" si dilunga in sperticati elogi verso questi "italiani di colore", come li chiama "Il Tempo" con senso dispregiativo e razzista, e chiude il suo trafiletto con un interrogativo, che è la degna conclusione di un articoletto che, prendendo lo spunto dalla visita di una delegazione di finti espulsi al Viminale, si trasforma in un virulento attacco contro il nostro paese, dove "sono gli italiani cosiddetti espulsi sono stati costretti a lasciare la terra dove sono nati perché in essa non è loro permesso guadagnarsi la vita". Dopo aver sollecitato presso il Governo italiano il decreto della qualifica di profugo, "Il Tempo" pone l'interrogativo: "O vuole forse il nostro Governo allearsi al razzista Governo rivoluzionario di Somalia nell'odio verso questa brava gente, che ha diritto, viceversa, all'amore e alla riconoscenza?" Ed allora, visto che il giornale la chiama "brava gente", guardiamo chi sono coloro che hanno lasciato spontaneamente il nostro paese per avere in Italia 500.000 lire, 45 giorni di soggiorno in pensione ed un lavoro garantito. No, prendiamo come campione quello di cui "Il Tempo" porta la foto per meglio illustrare il furente articoletto. Nella foto appare un certo Costantino Selucci con la sua famiglia, che noi in particolare di "Stella d'Ottobre" conosciamo perché prima di partenza per l'Italia ha prestato per il nostro giornale il lavoro di compositore alle dipendenze della Stamperia dello Stato. Il Direttore Generale della stamperia, Yusuf Aden Boukah, ci ha reso noto gli sviluppi prima della partenza di Selucci per l'Italia. Selucci rassegnò volontariamente le sue dimissioni. Prima di accettarle il DG della Stamperia ebbe un incontro con il Console Generale d'Italia, informandolo sulla questione. Il Console spiego che in Italia Selucci non poteva trovare il lavoro e il denaro che questi aveva in mente. Il Console convocò Selucci, che tuttavia non accettò di ritirare le dimissioni. Il DG ha sottolineato che "tenevamo all'opera di Selucci e ammiravamo il lavoro da lui svolto, tanto che fu anche promosso Capo Compositore carica che ricopriva all'atto delle dimissioni". Visto che il Selucci non intendeva ritirare le dimissioni, il DG accettò le dimissioni e Selucci venne regolarmente liquidato di tutti i suoi diritti. Selucci percepiva uno stipendio di Scellini somali 1.500 al mese oltre allo straordinario mensile che oscillava tra i 700 e gli 900 scellini (uno scellino valeva 100 lire). Questa è la situazione di uno dei tanti che "Il Tempo" definisce "malvisti in Somalia" e "espulsi dalla Somalia perché cittadini italiani". Questa la brava gente maltrattata in Somalia. Ma si è mai domandato "Il Tempo" perché molti italiani vivono tutt'ora rispettati nel nostro paese, conducendo indisturbati le loro attività? Da sottolineare che fra questi italiani vi sono numerosi "italiani di colore", che lavorano nel nostro paese con onestà e sincerità. Bastava che "Il Tempo" si ponesse questa domanda per capire che l'asserita "espulsione" è tutta una montatura di alcuni per essere commiserati e per trovare in Italia dei privilegi sotto la qualifica di profughi. Nessuno ha mandato via dalla RDS questi italiani che si fanno passare per "espulsi": sono tutti andati via di loro spontanea iniziativa. Sarebbe quindi stato opportuno che il giornale si fosse documentato meglio prima di far certe dichiarazioni rilasciate con un fine interessato. Noi suggeriamo le fonti insospettabili presso cui documentarsi: i sette membri della delegazione parlamentare italiana, rientrati in questi giorni in Italia dalla visita nella RDS. Sono fonti insospettabili, appartenenti sia a partiti di Governo che dell'opposizione: da tali fonti Il Tempo potrà sapere che nella Somalia rivoluzionaria c'è posto per quelli italiani che vogliono contribuire con sincerità, onesta e dedizione ai nostri sforzi di edificazione della nazione somala. Comunque siamo dell'opinione (considerato che Il Tempo ha strumentalizzato le dichiarazioni dei cosidetti espulsi per avere uno spunto per scagliarsi contro il nostro regime rivoluzionario. arrivando - questo giornale che fa discriminazione razziale fra gli stessi italiani con la classificazione di "italiani di colore" - al colmo di chiamare RAZZISTA il nostro Governo) siamo dell'opinione - ripetiamo - che Il Tempo di proposito non voglia documentarsi quando si tratta di attaccare il nostro paese. L'obiettivo di certa stampa borghese italiana è quello di minare gli amichevoli rapporti esistenti tra il popolo somalo e quello italiano e tra l'Italia e la RDS. Gli attacchi sconsiderati quali quello de Il Tempo naturalmente potrebbe a lungo andare nuocere a tali rapporti: questo la stampa borghese lo sa ed è per questo che in questi ultimi tempi particolarmente insiste nel denigrare i nostri sforzi rivoluzionari tesi allo sviluppo nazionale. D'altro canto, l'amicizia tra i due popoli, ancorché se attaccata da certa stampa borghese italiana, si rafforza sempre di più dai continui scambi di delegazioni tra i due paesi. La visita del Ministro degli Esteri italiano nella RDS (Aldo Moro), quella del nostro Segretario di Stato agli Esteri in Italia e le visite di ben due delegazioni di parlamentari italiani nella RDS rientrano in quegli scambi che consolidano gli amichevoli rapporti già esistenti tra i due popoli.

 

 
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