Lunedi, 11 Luglio, 2006

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Somalia - notizie dirette
Italia - notizie dirette

Hanno prevalso le Corti Islamiche guidate da Sceck Sharif Sceck Ahmed e Sceck Hassan Dahir Aweys. Chi è il Presidente dell'Unione delle Corti islamiche di Mogadiscio? Cosa sappiamo, in realtà, di questo giovane Sceck?

 

La storia personale del Presidente della Unione delle Corti Islamiche di Mogadiscio da qualche giorno ha preso una svolta epocale. E' (co)diventato l'uomo più potente di Mogadiscio, anche se, la maggioranza della gente della città dice e pensa che Sceck Sharif, ha per idolo il protagonista negativo dell'Afganistan, il Talebano Mullah Omar - il "super ricercato" fuggitivo dal 2001, assieme ad Osama Bin Laden -.

Somali women at Express Yourself meeting

Sheck Sharif Sheck Ahmed, è nato a Giohar l'ex Villaggio Duca degli Abruzzi (clanisticamente è un Hawiyee del clan abgal/harti/agonier) nel Gennaio del 1964, capoluogo della regione del Basso Shabelle.

E' sposato padre di due figli, il più grande si chiama Ahmed e ha nove anni Abdullahi, il fratello minore ha un anno in meno. Vive in un piccolo appartamento di cui paga un affitto equivalente a circa 50 dollari al mese, non possiede telefoni ne computers. "Vivo una vita normale, semplice ed eguale a quella di tutti i somali, accetto quello che ho, ho altri dolori che sono le difficoltà che stanno accadendo al mio paese. Ho fiducia che le difficoltà possano essere superate con l'unione del popolo e sono convinto che saranno distrutte le divergenze politiche e le perdite d'identità. Bisogna condurre la gente a capire ch'è crudele versare sangue innocente in inutili battaglie insensate. Non siamo Afgani e non vogliamo conquistare Mogadiscio."

L'assemblea delle Unioni nega che 80% dei quartieri di Mogadiscio sono in mano alle 12 Corti presiedute da Sceck Sharif e afferma che ciò è per affetto per la gente e per rispetto delle Corti in quanto le Corti obbediscono solo e sempre per non distruggere il paese.

S. Sharif era professore di geografia e di lingua araba alla scuola superiore Juba del quartiere Towfiq di Mogadiscio. Ha studiato in università di lingua araba in Sudan e in Libia.

Circa un anno dopo in cui insegnava nella scuola Juba, alcuni banditi rapirono, a scopo di estorsione, un giovane studente di 14 anni. La famiglia chiese aiuto alla scuola e ai docenti. Sceck Sharif venne demandato dal consiglio scolastico e si impegnò nel quartiere per poter incontrare i rapitori o presunti tali per poter aver il rilascio del giovane studente. Invano. In un intervista data al giornale Asharqalawsat rivela il suo primo incontro con le corti islamiche: "nell'incontro con i docenti si era deciso che dovevamo renderci utili non solo alla scuola ma a tutta la popolazione della capitale. Da lì la decisione di parlare con la gente in modo tale che non nascondessero eventuali fatti criminosi tra cui il rapimento dello studente". Nell'intervista rivela che prima di quel episodio non aveva mai avuto contatti con l'Unione delle Corti islamiche nate in sordina agli inizi del 1996 per poi mano mano consolidarsi nel 1998. Attualmente le Corti contano su circa 6000 uomini, elementi determinati dalla fede si dice e armati all'inverosimile si conferma.

Quel primo incontro si aprì una breccia nel gruppo dirigente che vide in questo giovane maestro una persona determinata "all'epoca ero in visita da un mio carissimo amico e nel viaggio pensai che era il caso di abbracciare questo interesse anche in funzione della mia attività di educatore e accettai la proposta di entrare nell'Unione avendo molta paura".

Sceck Hassan Dahir Awyes

Ebbe inizio la scalata di Sceck Sharif alla presidenza dell'Unione delle Corti di Mogadiscio. Esso difende e nega che “ci sia prevaricazione da parte delle truppe delle Corti e dei uomini della sua guardia in quanto sono uomini determinati ma con la sola funzione della pace. Le armi in nostra dotazione sono in quantità minore da quelle possedute dalla (ormai ex sgominata e messa alla fuga) coalizione antiterrorismo avversaria armata dagli americani.”

"In realtà il popolo somalo è tutto armato, e noi non rifiutiamo nessuna singola persona pronta a far parte del nostro esercito, la gente pensa che siamo armati in maniera straordinaria. Non sono d'accordo di rafforzare la mia difesa personale oltre ai due uomini che ho. Uomini con un alto addestramento militare e un forte profilo di dedizione. Ho una scorta solo perché sono una espressa realtà della mia paura verso la coalizione del Diavolo. Tempo fa uscivo tranquillamente, ora non è più possibile. Sono del parere che se dovessi cadere in mano di alcuni personaggi sarei spellato vivo ma non è questo un ulteriore motivo per non compiere un dovere e temere oltremodo queste coalizioni avversarie. E' più grande l'essere nazione e l'avvenire di questo paese vicino alla scomparsa, stiamo dimenticando la nostra bandiera”. Una affermazione straordinaria da parte di un uomo ormai potente ma nello stesso momento conscio di aver attirato attenzioni straordinarie. Tuttavia il parere prevalente di buona parte della popolazione è che le corti siano alla mera caccia di potere, altro parere è che le corti sono un pericolo per gli interessi occidentali però è da considerare anche il fatto che hanno il sostegno della popolazione. Popolazione stanca delle prevaricazioni dei "signori della guerra", popolazione stanca di 16 anni di guerra, popolazione con un alto tasso di giovani e con un altre tanto tasso di analfabetismo.

Le Corti per emergere dalla mancanza di uno Stato hanno applicato le frustate, la carcerazione, un presunto ritorno alla cultura e alle tradizioni, infliggono condanne secondo la legge del taglione e applicano la Sharia.

Sceck Sharif, invece, sostiene che le Corti sono a diretto sostegno alla sovranità del popolo somalo e difendono gli interessi della popolazione, non vogliono più eventi che cadono addosso alla povera gente per gli interessi di pochi personaggi. Nega di avere aiuti economici dall'estero "ci basta quanto lavoriamo e quanto ci da direttamente brevi mano la gente comune. Non obblighiamo chicche sia o forziamo nessuno a darci soldi anzi, ci meravigliamo del sostegno e dell'aiuto che la gente da alle corti autonomamente e ciò, ripeto, in maniera libera. E' falso che abbiamo rapporti con il governo federale presieduto da Abdullahi Yusuf e Ali Mohamed Ghedi. Indica che non ci sono motivi di diniego a voler proseguire con chiunque intenda privilegiare le sorti del popolo somalo purché ciò avvenga senza nessuna condizione o preclusione.

I somali hanno capito cosa è l'interesse degli americani per la Somalia, ci sono anche errori che imputiamo agli americani nei confronti dei somali e di altri paesi, Bush non ammetterà queste miopie. L'amministrazione americana insiste nella bugia clamorosa che Al Qaida e Al Ittihad al islami siano presenti in Somalia, fatto che automaticamente mette in pericolo il nostro paese come paese canaglia e terrorista. S. Sharif ribadisce ed insiste sull'aspetto che Al Qaida non c'è in Somalia, non c'è nessun coordinamento, nessun membro di Al Qaida. “Si vede chi entra in Somalia e noi lo abbiamo presente il fatto, qui non c'è nessun gruppo o coordinamento di Al Qaida o qualcosa di similare come ama far credere l'intelligence americana ed etiope, non vi è assolutamente nessuna ipotesi certa di questi fatti legati ad Al Qaida, non vi è legame ne nessuno nascosto qui in Somalia“ aggiunge “in questo paese si nota subito se vi sono presenze diverse, e si vede a prima vista chi è straniero".

Insiste sul fatto che gli americani e l'amministrazione Bush siano colpevoli della distruzione dell'Iraq e della bugia da cui è nata ed è stata mossa la guerra contro quel paese. La scusa delle armi di distruzione di massa era falsa come ora è falsa l'attenzione verso la Somalia "tuttavia, dice S. Sharif, noi non accetteremo tale fatto".

Sharif accusa anche i paesi arabi di aver fatto torto per ben due volte la Somalia, la prima quando hanno fatto finta delle evidenti difficoltà di quanto sta avvenendo in tutti questi anni in Somalia, poi quando si sono rifiutati di entrare nel merito di mettere la pace nel nostro paese e di non aver aiutato la popolazione nel momento della carestia. In conclusione afferma "non sono paragonabile al Mullah Omar e mai ho avuto rapporti con Al Qaida."

 

Per saperne di più:

http://www.italosomali.org/Punto2.htm

http://www.italosomali.org/Fondament.htm

http://www.italosomali.org/Timori.htm

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