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"Coraggio, Pera! congiuntamente ai camerati, lottate e distruggete (le strutture del meticciato): vostro è il Regno della Purezza".

Giovedi, 01 Settembre, 2005                                                                                                                               

Primo Piano

«È nostra salda opinione che l'incrocio con gli Africani sia un attentato contro la civiltà europea perché la espone a decadenza (...) Dal meticciato rifuggiamo consci dei pericoli che trascina con sé, ma al tempo stesso cerchiamo senza illusioni l'elevazione degli indigeni nell'interesse loro e nostro, e per averli utili dipendenti nello sfruttamento delle aziende coloniali». Scritta nel 1938 Lidio Cipriani, antropologo e teorico delle politiche razziste del regime fascista, sul numero 6 di una rivista che non a caso si chiamava "La difesa della razza".

«In Europa la popolazione diminuisce, si apre la porta all'immigrazione incontrollata, e si diventa "meticci" (..). Non c'è altra strada: o ci impegniamo ad integrare gli altri facendoli diventare cittadini della nostra civiltà - con la nostra educazione, la nostra lingua, la conoscenza della nostra storia, la condivisione dei nostri principi e valori - oppure la partita dell'integrazione è perduta». Il discorso del presidente del Senato italiano Marcello Pera, il 21 agosto del 2005 in apertura del meeting di Rimini di Comunione e Liberazione.

Seconda visuale - Ipocrisia mentale

«È in noi, sta nel DNA essere nati razzisti. A prescindere che le opinioni razzistiche vengano esternate da politici del centrodestra o che siano dichiarate da un social liberaldemocratico progressista del centrosinistra. Le parole hanno un loro valore e questo valore può produrre ferite altretanto laceranti.

Un esempio, il 19 Agosto 1977 sulla prima pagina del Corriere della Sera compariva un articolo in cui era scritto: L'Italia avrebbe dovuto continuare a mandare avanti una società senza "negri".

Milano 04.09.2005. Alla festa dell'Unità. Una bordata al presidente del Senato Pera sul no al meticciato: «Discorsi mai sentiti neanche nella cultura più reazionaria».

Entrambi gli intervento sono di Romano Prodi.

 

La questione del "meticciato" ha tenuto banco con il discorso del presidente del Senato. Un oratoria tesa ad elevare il sentimento razzista. Un sentimento non più latente, sempre più diffuso, ostentato al punto che la seconda carica dello Stato in un meeting "quasi" internazionale si è espresso in termini istigativi, farseschi. Non quasi ma da apologia del fascismo.

Nell’evoluzione degli atteggiamenti e ragionamenti post attentati americani, Pera, è diventato più razzista, più radicale, più conservateologico (teocon) e, fa discorsi potenzialmente pericolosi e istiganti. Il pensiero espresso da Pera è una cosa irragionevole, irresponsabile, smisurata, mostruosa e sproporzionale a proposito dei meticci e del meticciato. Ha invitato ad usare la forza delle armi per difendersi dagli “altri”, che trasformeranno gli europei in meticci - che l'Europa sia sempre più meticcia è davanti agli occhi di tutti - scordando gli ostacoli seri, se non addirittura insormontabili, saranno proprio quelli opposti dalla Chiesa romana e del suo grande accogliente abbraccio che nulla e nessuno esclude in quanto per vocazione missionaria, ecumenica e tradizione. Monsignor Fisichella, cappellano parlamentare, intervenendo, per difendere Pera, ha sostenuto che il meticciato detestabile non è quello delle razze biologiche, bensì quello culturale; esattamente non si capisce quale delle due tesi sia la peggiore, la seconda tesi porta in ogni caso al rogo dei libri (notte dei cristalli) ed alla permanenza dei suoi sostenitori in beata e meritata ignoranza. Le posizioni della Chiesa sono assai distanti anche dai distinguo difensivistico di Fisichella. Sono anni che il cardinale Angelo Scola, ad esempio, insiste che l'identità non si difende preservandola «come un fossile» e che «il popolo di Dio è una fusione di nazioni e di popoli e per questo non dobbiamo aver paura di parlare del meticciato di civiltà. I cardinali, ovviamente, hanno pensato che la sua critica del meticciato culturale implicasse l'idea di un meticciato razziale.

Pera continua e dice: l'Europa sbaglia nel pensare che tutte le culture abbiano la stessa dignità etica; sbaglia nel non difendere la propria identità; sbaglia nel privilegiare il multiculturalismo. Riferisce che si rischia un'Europa dei meticci e che l'identità non può essere fondata sulla democrazia laica vuota e relativistica ma piuttosto su qualcosa che “colga l'esistenza ontologica del male”(?).

Pera, così, dimentica che la seconda carica dello Stato deve muoversi con accurata prudenza politica, sensibilità umana, con un’etica e una morale innecepibile proprio come immaginiamo sia Un Presidente del Senato della Repubblica italiana e anche un filosofo perlopiù ateo dichiarato. Non si possono esprimere "pensieri" poveri in ogni circostanza pubblica - il vice presidente della Repubblica italiana è stato "ospite" in Spagna a bacchettare nel loro parlamento una legge spagnola sulle coppie gay (atto da protesta diplomatica); in Italia ha invitato a non votare i referendum sulla procreazione assistita (da scorrettezza costituzionale)-, dovrebbe svolgere un ruolo diverso, non si tratta di solo politically correct ma un ruolo di garanzia sopra le parti, e non frasi di provocatore estremista che non si presta con comportamenti che possono essere risolti con libertà di coscienza e di linguaggio ed inoltre difendersi con la forza dell’impunità connessa alla carica di parlamentare. A Pera si consiglia di adottare il linguaggio del presidente, sia cauto e attento a non accontentarsi di sole politiche meticcie e possibilmente dotarsi di un alto profilo. 

Al "pensatore" Pera, inoltre chiediamo di specificare il significato della parola "meticcio", partendo dalle Americhe, suo sommo impegno difensivo, che è un coraggioso nuovo mondo secondo Carlos Fuentes, che si azzarda a lasciare briglia sciolta agli incroci, alla ibridità, ai cortocircuiti più estremi nella forma e nella sostanza. L'America Latina ha praticato per cinque secoli, a suo rischio, il disordine, la contaminazione, il meticciato per arrivare al terzo millennio con l'esperienza agita e vissuta di una società e di una cultura felicemente intrecciata (questa sua esperienza emigra verso il nord in maniera sempre più aggressiva e resistente e lì non incontra solamente politiche escludenti ed egemonie culturali "centrali"). Il dibattito sulle Americhe diventa il dibattito sull'America, su Nuestra América, uno spazio culturale prima che geografico in cui la frontiera  diventa un luogo di attraversamenti, in cui i latinos, gli ispanici costituiscono la più grande minoranza etnica negli Stati Uniti si riappropriano della parte nord del continente e da minoranza resistente diventano agenti culturali e linguistici sprovincializzando la cultura wasp. Consigliamo, inoltre, assieme ai sostenitori della sua causa di documentarsi sulla storia delle invasioni da: Annibale, Scipione e delle successive orde barbariche infine di fare anche conoscenza con l'antropologia e delle varie ere "dell'evoluzione" della specie umana e delle migrazioni preistoriche chissà non scopra quanta parte di meticciato di pura razza umana ha addosso il presidente, poi per scrupolo se indaga sulle sue origini scoprirebbe che moltissimo in Europa non è europeo e in finale se vuole un arma per difendersi dai untori della razza pura, usi l'arma con cui l'altra Europa "uccide", che è sempre la stessa arma: intelligente, naturale, silenziosa senza impulsi divisori e separatori, con una poderosa capacità di accoglienza, insomma una civile vocazione - sottolineo la parola civile -. Un aggregazione che oggi manca in Italia visto la gratuita offesa ai "meticci".

In finale bisogna dedure che la recente storia italiana non ha insegnato nulla. Stiamo assistendo a un rinascere preoccupante del razzismo, del fascismo, alla continua "distinzione religiosa" e al pericolo del diverso.

Tanto vale riapriare i lager e depore meticci, ebrei, diversi, musulmani giacché il "pensiero debole" della seconda carica dello Stato lo esprime apertamente in un meeting e dunque lo permette.

"Qualcun altro" che guida il governo con i suoi miracoli (sull’episodio che fragoroso il suo silenzio) oltre che dichiarare che l'Italia è tornata ITALIA, rispettata nell’ambiente internazionale, faccia il miracolo e aiuti l'illustre collega in quest’opera deportatrice. Del resto cosa possiamo aspettarci da questo governo che ha dato altri esempi esemplari (cito due casi): l’aver dato del "Kapò" ad un deputato tedesco e l’aver dichiarato che l'Occidente è superiore all'Islam. Tanto che siamo in argomento consigliamo a tutti i detrattori del meticciato, delle razze, della superiorità, dell'intelligenza di prendersela con "coloro" che hanno voluto emigrare, al popolo dei navigatori e con chi voleva le colonie e delle sue relative conseguenze.

Il negazionismo di questa pochezza mentale e della realtà è stato già smentito dai fatti. Ciò non toglie che non si  veda, o non si senta sulla propria pelle l'avanzare dell' egemonia culturale, conservatorismo e lo abbiamo notato sulla mancanza di risposta delle Istituzioni italiane (Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Presidenza del Senato e della Camera)e di questo governo al problema dei "meticci" che da dieci anni NOI meticci lo stiamo ponendo. Siamo METICCI, orgogliosamente, nonostante questi signori e quanto dicono.  

 

Ps.: Pera lo sa? Ho sempre saputo d’essere di superiore intelletto (non mi sento superiore a nessun ESSERE umano e mi considero una pura RAZZA umana) ma intelligentemente non lo ho mai detto a nessuno.

 

"Razza umana" disse Albert Einstein, rispondendo ad un quesito su quale fosse la sua razza. Aggiungiamo che c'è anche "tanta razza umana idiota e cretina"

        

(http://www.mclink.it/com/inform/art/05n17701.htm)    

Nino Randazzo su “Il Globo” di Melbourne e “La Fiamma” di Sydney si chiede. 

A quali testi si è potuto abbeverare, ispirare, ha potuto attingere il Pera? Si possono fare solo delle congetture. C’è da pensare che egli tenga a portata di mano nel suo studio la collezione rilegata de “La Difesa della Razza”, la rivista che uscì dal 1938 al 1942 e di cui era redattore capo Giorgio Almirante, futuro fondatore del MSI. Avrà pure meditato su quel fiore all’occhiello del regime fascista che fu il “Manifesto della razza” del 1938, dove in forma di decalogo si prescriveva fra l’altro: al sesto comandamento: “Esiste ormai una pura razza italiana”; al settimo: “E’ tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l’indirizzo ariano-nordico”; al decimo: “I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli italiani non devono essere alterati in nessun modo. L’unione è ammissibile solo nell’ambito delle razze europee. Il carattere puramente europeo degli italiani viene alterato dall’incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani”. Come si vede, concetti di 67 anni fa che collimano impressionantemente col Pera-pensiero di questo 2005.

Il ministro degli Esteri Fini, difende Marcello Pera perché ritiene che il discorso pronunciato a Rimini sia stato «male interpretato» e che «il presidente del Senato non è razzista». Ammette comunque di «avere avuto il torto» di usare un termine che “non andava bene”.  Ma va là….. esiste anche questa perata?

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