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L'11 Luglio è
giunta da Mogadiscio, la notizia di due omicidi: una
era l'esecuzione di Abdulkadir Yahia, fatta da un
commando di cinque killer, Yahia era uno stimato membro
di una ONG che si batteva per la pace e il dialogo
nel tormentato paese. L'altra riguardava il
vice responsabile di una Corte Islamica di un quartiere
di Mogadiscio, Hersi Abdi Ali detto Hersi Lugey della
Corte Islamica di IFKA HALAN, Sede della Corte
islamica di Shirkole. Per la città di Mogadiscio, i
due omicidi sono
"niente di eccezionale" una routine quotidiana
con cui la popolazione convive quotidianamente.
Il 30 lUGLIO,
Sheck Mohamed Mumin Harun, Imam della moschea Abu
Hureyra situata nel famigerato mercato della
Bakaraha è stato assassinato mentre si recava a casa
sua. Harun era un moderato che non usava il sermone
del Venerdì per arringare. Nella stessa giornata del
30 Luglio, una squadra di miliziani di Abdulqadir
Beebe, faceva sloggiare con forza un convegno di
giovani presso una moschea del quartiere Shibis,
avvertendo anche un noto cantante che allietava i
giovani di non farsi trovare più in concerto in una
moschea.
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Il capo milizia
Beebe. |
Tutto ciò vuol
dire ch'è successo
e sta succedendo qualcosa di eccezionale, segnali, moniti
inquietante per alcune
categorie che fino ad oggi hanno agito impunemente.
Costoro sono i responsabili delle varie corte
islamiche di Mogadiscio. E' una presunzione la mia, ma
il fatto che un responsabile di una Corte Islamica
sia stato ucciso a fucilate, è più di una presunzione
del segnale che si vuol dare o è l'inizio di una
faida fra fazioni religiose che sono in cerca di una visibilità e di
un potere maggiore.
E' nutrito
l'elenco di questi "Giuristi religiosi" e
dall'episodio della profanazione del cimitero
italiano abbiamo voluto monitorare il fenomeno che
da dei sorprendenti ed inquietanti risultati. E' un
fenomeno in crescita che raggiunge molteplici
risultati: potere, manipolazione, politica, affari,
gestione di milizie, tasse etc. Il più famoso di
questo manipolo di affabili popolani è Sheck Sharif
Ali Ahmed, Presidente dell'Unione delle Corti
Islamiche della Regione del Banadir. Un giovanotto
di bella presenza, ambizioso, fotogenico spesso si
fa vedere in televisione, da interviste radiofoniche
e telefoniche, è un presenzialista che si fa vedere
ogni dove sia presente folla o manifestazione,
partecipa ed è presente a tutte le inaugurazioni di nuove Corti
Islamiche (sono tantissime). Le sue orazioni sono un
misto di citazioni religiose e propaganda politica.
Detta il volere delle Corti in modo chiaro e
preciso: “Le Corti applaudono affinché vi sia
un governo, nel contempo vogliamo che i responsabili
del governo per governare prendano in mano il
Corano. Le Corti sono del parere che alla
popolazione somala venga data l'indipendenza
religiosa (muslumana) e hanno diritto ad averlo
questo privilegio" ("Maxkamaduhu waxay soo
dhaweynayaan in dowlada la helo, madaxda dowladana
waxaa looga baahan yahay inay Kitaabka qaataan,”
“Maxkamaduhu waxay taagan yihiin in dadka
Soomaaliyeed loo siiyo xorriyad Diintooda, xaq
ayeyna u leeyihin inay taasi helaan.”) E' chiaro che
Sceck Sharif, è decisamente un talento mediatico, e
tale abilità viene sfruttata egregiamente (vedere la sequenza
fotografica che lo ritrae). Però, il fatto è di per se
preoccupante, in quanto tale talento non va usato
per
moderare ma viene espresso per infiammare le masse che
seguono estasiate i suoi sermoni, teniamo conto
inoltre che si rivolge ad una maggioranza di
popolazione analfabeta o semianalfabeta ed è ovvio che ha un
largo seguito
con argomenti di interesse generale per la
maggioranza dei suoi spettatori.
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Sheck Sharif Ali Ahmed, ospite in una
televisione
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Sceck Sharif da un
intervista radiofonica dopo una manifestazione
antigoverno. |
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Hersi Lugey,
ucciso dai killer. |
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Un altro intervento del Responsabile delle
Corti.
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Non meno noto è Aden Hashi Ayro (Aadan Xaashi
Cayroow), dell'Unione Religiosa Islamica, noto anche
come l'Afgano (ha combattuto ed è stato addestrato
in quel paese. Si vocifera che sia lui il mandante
della uccisione dell'attivista Abdulkadir Yahie.
Prontamente ha rilasciato un
intervista
per smentire: "Io sono Aden Hashi Ayro ... e non
sono responsabile di nessun omicidio". Il 3 Marzo
scorso, l'Aden
denunciava
che la sua casa a Mogadiscio aveva subito un
incursione militare in grande stile con una 15na di "teckniche"
e che nell'assalto, presumibilmente condotto da
elementi "forse stranieri ma che parlavano il
somalo", aveva perso la vita una persona a lui
vicina e ferito gravemente un secondo oltre ad aver
subito la razzia dell'oro delle sue mogli.
Il fenomeno delle
corti islamiche è preoccupante perché ne
vengono inaugurate continuamente in ogni quartiere
di Mogadiscio ed
applicano la "Sharia" in maniera drastica. Hanno le
loro milizie che hanno anche il compito di polizia,
di repressione, di esproprio come nel caso
del cimitero italiano. Queste corti si danno delle
strutture complesse e affidano il commando e le
responsabilità in maniera sempre più complessa. I
connotati delle corti sono l'
adeguamento al costume somalo e all'appartenenza clanica, tante è vero che si stanno diffondendo
anche le corti Islamiche di clan che giudicano singoli
appartenenti dei clan e non va ad intromettersi nel
giudizio delle altre corti.
Ma è l'insieme
complessivo che va visto con preoccupazione, un
insieme d'integralismo che ora viene anche cavalcato
dai presunti "politici"
che
partecipano alle aperture delle Corti; partecipano
alle riunioni e agli incontri
in cui sono presenti questi personaggi; usufruiscono alle
protezioni che danno le Corti e ricambiano dando
anche protezione politica. "Il
fondamentalismo non appartiene alla tradizione
somala", scrivevano e riportavano nel sito di "dimensione
speranza"
pubblicato nell' Agosto del 2004, 12 anni dopo la
situazione è completamente rovesciata, quella bella
pagina di tolleranza che diceva "no, grazie" è un
pallido ricordo.
Dunque, va detto
che la situazione generale ora va rivista in un
ottica più attenta visto tra l'altro i vari allarmi
che sono stati lanciati circa la supposta
penetrazione di Al Qaida in Somalia.
Il Sisde nel suo
rapporto alla Camera dei
Deputati - XIV Legislatura - Relazione sulla
politica informativa e della sicurezza presentata
dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri per il primo semestre 2003
lanciava questo monito "Sono state
raccolte segnalazioni relative alla presenza di
militanti di Al Qaida in territorio somalo, dove, in
un quadro di elevata conflittualità tra varie
fazioni, le forze della coalizione internazionale
hanno proseguito l'attività di monitoraggio volta a
contrastare l'estremismo islamico mediante
operazioni tese ad impedire il trasferimento nel
Paese, con l'appoggio di forze locali, di elementi
della rete terroristica ed a prevenire eventuali
azioni controindicate.
Al riguardo, si rileva
l'arresto di un presunto membro di Al Qaida accusato
di essere coinvolto negli attentati di Nairobi e di
Mombasa.
L'intenso attivismo dei gruppi armati islamici nella
regione ha indotto il governo del Kenya a rafforzare
la presenza militare al confine con la Somalia,
ritenuto permeabile all'ingresso di estremisti.
International Crisis Group, in questi giorni ha
lanciato un analogo allarme che indica la Somalia
come punto d'appoggio Qaedista e i gruppi Jihadisti:
''Dal 2003 la Somalia ha conosciuto una forte
crescita di gruppi jihadisti legati ad Al Qaeda''. A
sostenerlo e' l'International Crisis Group (Icg),
ong con sede a Bruxelles, che dedica il suo ultimo
rapporto proprio alla Somalia, paese in preda a
faide continue tra i signori della guerra. Le
frizioni politiche alimenterebbero, secondo l'Icg,
il radicalismo islamico. (Counter-Terrorism
in Somalia: Losing Hearts and Minds?
Africa Report Nº95, 11 July 2005).
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Sceck
Hassan Dahir
Aweys, membro anziano della Corte Islamica |
Sceck Hassan
Dahir Aweys, anche lui ha "forse" combattuto in
Afghanistan ed è membro anziano della Corte Islamica,
risulta scritto e ricercato come terrorista, uno fra i più
ricercati, nelle liste dei terroristi diffuse
dagli americani
e delle polizie
occidentali. Risulta come uno dei capi della
famigerata "Al Ittihad Al Islamya". Sceck Aweys a suo tempo si
era già espresso ad un
giornale arabo
e in seguito ha rilasciato una intervista a "Radiofreesomalia"
in cui una delle sue intenzioni primarie è la
nascita di un partito e il suo sogno è la nascita di una
Repubblica islamica
ovviamente, che gestisca il paese come il regime
degli Ayatollah iraniani. Dice che non ha
segreti e non ha paura di dire il suo pensiero alla
gente e ai giornalisti: "Faccio tutto alla luce del
sole e voglio un governo islamico. E' falso il fatto
che mi si attribuisca di appartenere o sia un membro di Al Ittihad,
all'epoca dei fatti riferiti ero nel Puntland e nella
regione del Gedo, nel Basso Giuba. Tutto ciò è una propaganda
americana ed etiope. E' vero, tuttavia, che combatterò
qualsiasi esercito che verrà schierato in Somalia"
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Sceck
Hassan Dahir
Aweys, membro anziano della Corte Islamica |
L'agenzia Fides riportava:
“La minaccia di un terrorismo jihadista in Somalia è
reale” il rapporto continua e mette in guardia
sulla possibile strumentalizzazione da parte di
questo gruppo della presenza di truppe straniere
inviate in Somalia in funzione di peacekeeping.
L’arrivo di truppe straniere in Somalia (in
particolare da parte dei paesi confinanti) è visto
dai componenti del gruppo come l’occasione “per
trasformare la Somalia nel nuovo Iraq”. Il gruppo in
effetti è ancora piccolo ma cerca di inserirsi nella
vita politica somala sfruttando le rivalità tra i
diversi signori della guerra e la crescente ostilità
di una parte della popolazione all’invio di truppe
straniere in appoggio al nuovo governo somalo. “Se
il governo somalo non riesce a esercitare il
controllo della situazione”, si legge nel rapporto,
“i jiahadisti recluteranno sempre più tra la
popolazione disperata e malcontenta e l’attuazione
di un attentato spettacolare contro gli interessi
stranieri in Somalia non sarà che questione di
tempo”.Allora, senza
arrivare a prefigurare disegni strategici e
complotti strani, si prefigura un puzzle di questa
situazione che si incastra perfettamente nelle varie
situazioni e nell'insieme delle cose che abbiamo
citato.03.08.2005
Ultimissime sui nostri personaggi.
I maggiori
responsabili religiosi si sono riuniti
per nominare il nuovo responsabile della Corte
Islamica di di IFKA HALAN, Sede della Corte
islamica di Shirkole che ha perso per assassinio il
precedente vice reggente Hersi Lugey (leggere
sopra).
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Il
responsabile della Corte islamica del Clan dei Sa'ad nel
quartiere Taleh/Hodan |
Erano presenti (guarda caso):
Colonello
Sheck Hassan Dahir Aweys,
Membro Anziano della Corte Islamica e presidente
della Corte
islamica di Shirkole (va notato che viene chiamato
anche con un grado militare);
Sheck Sharif
Sheck Ahmed,Presidente Unione Corti Islamiche della Regione del Banadir;
Sheck Aden Hashi
Farah Ayrò che è stato nominato comandante delle
truppe della corte; Sheck Ahmed Abdi è stato eletto
il vice Presidente della Corte e nell'occasione è
stato nominato Sheck Omar Mohamed Yiow (Ciyow) come
responsabile generale della Corte e visto che la
riunione c'era è stato nominato anche il
responsabile della prigione della Corte Islamica
Skeck Abdi Osman Farah. Il Colonello Sheck H.D.
Aweys nel suo breve discorso ha detto: è giusto che
le prigioni vengano gestite nella legge
islamica e il diritto e la legalità vengano dal
corano (" waa waajib in xarigga Allaah la qabsado oo
laguna dhaqmo shareecada islamka oo ah dastuurka
Allaah uu so dejiyay").
Sheck Sharif
Sheck Ahmed a sua volta ha ribadito: la legge
islamica è il solo diritto e chiunque non accetti
questo fatto deve venire costretto ad accettare ("dhaqangelinta
ku dhaqanka shareecada islaamka ay tahay wajib
ciddii aan qadana ay tahay in xoog lagu qaadsiiyo").
Alcuni nomi per
ricordarli in un futuro prossimo nelle vicende di
queste Corti Islamiche, sono indicativi ma parziali,
li aggiorneremo:
Sheck Hassan Dahir Aweys Membro Anziano della Corte Islamica,
Presidente
Ifka
Halan (foto)
Sheck Sharif
Sheck Ahmed Presidente Unione Corti Islamiche della Regione del Banadir (foto)
Aden Hashi Ayro
Unione Religiosa Islamica, Mogadiscio detto l'Afgano
Sheck Abdulkadir Ali Omar Presidente
Corte Islamica
Sheck Ahmed Abdi
Vice Presidente della Corte di
Ifka
Halan
Sheck Sharif Ali
Ahmed Responsabile della Corte di Sii Sii (quartiere di
Mogadiscio)
Sheck Mohamud Ali Abdi Portavoce della Corte Islamica di Mogadiscio
Sheck Muqtar Haji Hamud Coordinatore Generale dell'Unione delle Corti
Islamiche
Sheck Nur Barud Gurhan Vice presidente del Consiglio della Corte
Sheck Nur Moalim Abdurahman Membro del Consiglio della Corte (arringatore
manifestazione del cimitero)
Hersi Abdi Ali Hersi Lugey Corte Islamica Ifka
Halan Sede Corte islamica
(morto 11.07.2005).
Sheck Mohamed Farah Corte Islamica quartiere Wardigley
Sheck Adan Dere Corte Islamica quartiere Wardigley
Sheck
Moalim Nur Responsabile ulema dei Mudulod
Sheck Omar
Mohamed Yiow (Ciyow) Responsabile
prigione di
Ifka
Halan
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/07_Luglio/16/somalia.shtml
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/07_Luglio/30/somalia.shtml
I principali ricercati somali presenti
nelle liste internazionali di FBI, Interpol in
quanto presunti terroristi.
ABDULLKADIR, Hussein Mahamud, ultimo
residenza conosciuta Firenze, Italy
ALI, Abbas Abdi, Mogadishu, Somalia
ALI, Sheikh Hassan Dahir Aweys (a.k.a. AWES, Shaykh Hassan Dahir; a.k.a. AWEYS, Hassan Dahir);
DOB 1935; citizen Somalia
Ibrahim Awes
Abdirahman Baadiya
Ahmed Bille Hassan
AWEYS, Dahir Abdullahi, Via Cipriano Facchinetti 84, Rome, Italy
CABDULLAAHI, Ciise Maxamed, (ABDULLAHI ISSA MOHAMED) Mosque in Via Quaranta, Milan, Italy; DOB 8 Oct 1974;
POB Somalia; nationality Somalia; arrested 31 Mar 2003 a Milano
http://www.repubblica.it/online/cronaca/terroislam/terroislam/terroislam.html
JIMALE, Ahmad Ali (a.k.a. JIM'ALE, Ahmad Nur Ali; a.k.a. JIM'ALE, Ahmed Nur Ali; a.k.a. JUMALE, Ahmed Nur;
a.k.a. JUMALI, Ahmed Ali), P.O. Box 3312, Dubai, United Arab Emirates; Mogadishu, Somalia
KAHIE, Abdullahi Hussein, Bakara Market, Dar Salaam Buildings, Mogadishu, Somalia
Appuntamento al prossimo Il Punto.
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