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Somalia - notizie dirette
Italia - notizie dirette

Le corti islamiche di Mogadiscio: fenomeno in preoccupante ascesa. Preoccupa di più il subdolo potere dei Sheck che "amministrano" le Corti, le milizie, le prigioni islamiche.                        GM                                                                                                                                     Venerdì, 29 Luglio 2005

L'11 Luglio è giunta da Mogadiscio, la notizia di due omicidi: una era l'esecuzione di Abdulkadir Yahia, fatta da un commando di cinque killer, Yahia era uno stimato membro di una ONG che si batteva per la pace e il dialogo nel tormentato paese. L'altra riguardava il vice responsabile di una Corte Islamica di un quartiere di Mogadiscio, Hersi Abdi Ali detto Hersi Lugey della Corte Islamica di IFKA HALAN, Sede della Corte islamica di Shirkole. Per la città di Mogadiscio, i due omicidi sono "niente di eccezionale" una routine quotidiana con cui la popolazione convive quotidianamente. Il 30 lUGLIO, Sheck Mohamed Mumin Harun, Imam della moschea Abu Hureyra situata nel famigerato mercato della Bakaraha è stato assassinato mentre si recava a casa sua. Harun era un moderato che non usava il sermone del Venerdì per arringare. Nella stessa giornata del 30 Luglio, una squadra di miliziani di Abdulqadir Beebe, faceva sloggiare con forza un convegno di giovani presso una moschea del quartiere Shibis, avvertendo anche un noto cantante che allietava i giovani di non farsi trovare più in concerto in una moschea.

Il capo milizia Beebe.

 Tutto ciò vuol dire ch'è successo e sta succedendo qualcosa di eccezionale, segnali, moniti inquietante per alcune categorie che fino ad oggi hanno agito impunemente. Costoro sono i responsabili delle varie corte islamiche di Mogadiscio. E' una presunzione la mia, ma il fatto che un responsabile di una Corte Islamica sia stato ucciso a fucilate, è più di una presunzione del segnale che si vuol dare o è l'inizio di una faida fra fazioni religiose che sono in cerca di una visibilità e di un potere maggiore.

E' nutrito l'elenco di questi "Giuristi religiosi" e dall'episodio della profanazione del cimitero italiano abbiamo voluto monitorare il fenomeno che da dei sorprendenti ed inquietanti risultati. E' un fenomeno in crescita che raggiunge molteplici risultati: potere, manipolazione, politica, affari, gestione di milizie, tasse etc. Il più famoso di questo manipolo di affabili popolani è Sheck Sharif Ali Ahmed, Presidente dell'Unione delle Corti Islamiche della Regione del Banadir. Un giovanotto di bella presenza, ambizioso, fotogenico spesso si fa vedere in televisione, da interviste radiofoniche e telefoniche, è un presenzialista che si fa vedere ogni dove sia presente folla o manifestazione, partecipa ed è presente a tutte le inaugurazioni di nuove Corti Islamiche (sono tantissime). Le sue orazioni sono un misto di citazioni religiose e propaganda politica. Detta il volere delle Corti in modo chiaro e preciso: “Le Corti applaudono affinché vi sia un governo, nel contempo vogliamo che i responsabili del governo per governare prendano in mano il Corano. Le Corti sono del parere che alla popolazione somala venga data l'indipendenza religiosa (muslumana) e hanno diritto ad averlo questo privilegio" ("Maxkamaduhu waxay soo dhaweynayaan in dowlada la helo, madaxda dowladana waxaa looga baahan yahay inay Kitaabka qaataan,” “Maxkamaduhu waxay taagan yihiin in dadka Soomaaliyeed loo siiyo xorriyad Diintooda, xaq ayeyna u leeyihin inay taasi helaan.”) E' chiaro che Sceck Sharif, è decisamente un talento mediatico, e tale abilità viene sfruttata egregiamente (vedere la sequenza fotografica che lo ritrae). Però, il fatto è di per se preoccupante, in quanto tale talento non va usato per moderare ma viene espresso per infiammare le masse che seguono estasiate i suoi sermoni, teniamo conto inoltre che si rivolge ad una maggioranza di popolazione analfabeta o semianalfabeta ed è ovvio che ha un largo seguito con argomenti di interesse generale per la maggioranza dei suoi spettatori.


Sheck Sharif Ali Ahmed, ospite in una televisione

Sceck Sharif da un intervista radiofonica dopo una manifestazione antigoverno.

Hersi Lugey, ucciso dai killer.


Un altro intervento del Responsabile delle Corti.

Non meno noto è Aden Hashi Ayro (Aadan Xaashi Cayroow), dell'Unione Religiosa Islamica, noto anche come l'Afgano (ha combattuto ed è stato addestrato in quel paese. Si vocifera che sia lui il mandante della uccisione dell'attivista Abdulkadir Yahie. Prontamente ha rilasciato un intervista per smentire: "Io sono Aden Hashi Ayro ... e non sono responsabile di nessun omicidio". Il 3 Marzo scorso, l'Aden denunciava che la sua casa a Mogadiscio aveva subito un incursione militare in grande stile con una 15na di "teckniche" e che nell'assalto, presumibilmente condotto da elementi "forse stranieri ma che parlavano il somalo", aveva perso la vita una persona a lui vicina e ferito gravemente un secondo oltre ad aver subito la razzia dell'oro delle sue mogli.   

Il fenomeno delle corti islamiche è preoccupante perché ne vengono inaugurate continuamente in ogni quartiere di Mogadiscio ed applicano la "Sharia" in maniera drastica. Hanno le loro milizie che hanno anche il compito di polizia, di repressione, di esproprio come nel caso del cimitero italiano. Queste corti si danno delle strutture complesse e affidano il commando e le responsabilità in maniera sempre più complessa. I connotati delle corti sono l' adeguamento al costume somalo e all'appartenenza clanica, tante è vero che si stanno diffondendo anche le corti Islamiche di clan che giudicano singoli appartenenti dei clan e non va ad intromettersi nel giudizio delle altre corti. Ma è l'insieme complessivo che va visto con preoccupazione, un insieme d'integralismo che ora viene anche cavalcato dai presunti "politici" che partecipano alle aperture delle Corti; partecipano alle riunioni e agli incontri in cui sono presenti questi personaggi; usufruiscono alle protezioni che danno le Corti e ricambiano dando anche protezione politica. "Il fondamentalismo non appartiene alla tradizione somala", scrivevano e riportavano nel sito di "dimensione speranza" pubblicato nell' Agosto del 2004, 12 anni dopo la situazione è completamente rovesciata, quella bella pagina di tolleranza che diceva "no, grazie" è un pallido ricordo.

Dunque, va detto che la situazione generale ora va rivista in un ottica più attenta visto tra l'altro i vari allarmi che sono stati lanciati circa la supposta penetrazione di Al Qaida in Somalia.

Il Sisde nel suo rapporto alla Camera dei Deputati - XIV Legislatura - Relazione sulla politica informativa e della sicurezza presentata dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il primo semestre 2003 lanciava questo monito "Sono state raccolte segnalazioni relative alla presenza di militanti di Al Qaida in territorio somalo, dove, in un quadro di elevata conflittualità tra varie fazioni, le forze della coalizione internazionale hanno proseguito l'attività di monitoraggio volta a contrastare l'estremismo islamico mediante operazioni tese ad impedire il trasferimento nel Paese, con l'appoggio di forze locali, di elementi della rete terroristica ed a prevenire eventuali azioni controindicate.

Al riguardo, si rileva l'arresto di un presunto membro di Al Qaida accusato di essere coinvolto negli attentati di Nairobi e di Mombasa. L'intenso attivismo dei gruppi armati islamici nella regione ha indotto il governo del Kenya a rafforzare la presenza militare al confine con la Somalia, ritenuto permeabile all'ingresso di estremisti. International Crisis Group, in questi giorni ha lanciato un analogo allarme che indica la Somalia come punto d'appoggio Qaedista e i gruppi Jihadisti: ''Dal 2003 la Somalia ha conosciuto una forte crescita di gruppi jihadisti legati ad Al Qaeda''. A sostenerlo e' l'International Crisis Group (Icg), ong con sede a Bruxelles, che dedica il suo ultimo rapporto proprio alla Somalia, paese in preda a faide continue tra i signori della guerra. Le frizioni politiche alimenterebbero, secondo l'Icg, il radicalismo islamico. (Counter-Terrorism in Somalia: Losing Hearts and Minds? Africa Report Nº95, 11 July 2005).

Sceck Hassan Dahir Aweys, membro anziano della Corte Islamica

Sceck Hassan Dahir Aweys, anche lui ha "forse" combattuto in Afghanistan ed è membro anziano della Corte Islamica, risulta scritto e ricercato come terrorista, uno fra i più ricercati, nelle liste dei terroristi diffuse dagli americani e delle polizie occidentali. Risulta come uno dei capi della famigerata "Al Ittihad Al Islamya". Sceck Aweys a suo tempo si era già espresso ad un giornale arabo e in seguito ha rilasciato una intervista a "Radiofreesomalia" in cui una delle sue intenzioni primarie è la nascita di un partito e il suo sogno è la nascita di una Repubblica islamica ovviamente, che gestisca il paese come il regime degli Ayatollah iraniani. Dice che non ha segreti e non ha paura di dire il suo pensiero alla gente e ai giornalisti: "Faccio tutto alla luce del sole e voglio un governo islamico. E' falso il fatto che mi si attribuisca di appartenere o sia un membro di Al Ittihad, all'epoca dei fatti riferiti ero nel Puntland e nella regione del Gedo, nel Basso Giuba. Tutto ciò è una propaganda americana ed etiope. E' vero, tuttavia, che combatterò qualsiasi esercito che verrà schierato in Somalia"   

Sceck Hassan Dahir Aweys, membro anziano della Corte Islamica

L'agenzia Fides riportava: “La minaccia di un terrorismo jihadista in Somalia è reale” il rapporto continua e mette in guardia sulla possibile strumentalizzazione da parte di questo gruppo della presenza di truppe straniere inviate in Somalia in funzione di peacekeeping. L’arrivo di truppe straniere in Somalia (in particolare da parte dei paesi confinanti) è visto dai componenti del gruppo come l’occasione “per trasformare la Somalia nel nuovo Iraq”. Il gruppo in effetti è ancora piccolo ma cerca di inserirsi nella vita politica somala sfruttando le rivalità tra i diversi signori della guerra e la crescente ostilità di una parte della popolazione all’invio di truppe straniere in appoggio al nuovo governo somalo. “Se il governo somalo non riesce a esercitare il controllo della situazione”, si legge nel rapporto, “i jiahadisti recluteranno sempre più tra la popolazione disperata e malcontenta e l’attuazione di un attentato spettacolare contro gli interessi stranieri in Somalia non sarà che questione di tempo”.Allora, senza arrivare a prefigurare disegni strategici e complotti strani, si prefigura un puzzle di questa situazione che si incastra perfettamente nelle varie situazioni e nell'insieme delle cose che abbiamo citato.03.08.2005 Ultimissime sui nostri personaggi.

I maggiori responsabili religiosi si sono riuniti per nominare il nuovo responsabile della Corte Islamica di di IFKA HALAN, Sede della Corte islamica di Shirkole che ha perso per assassinio il precedente vice reggente Hersi Lugey (leggere sopra).

Il responsabile della Corte islamica del Clan dei Sa'ad nel quartiere Taleh/Hodan

Erano presenti (guarda caso): Colonello Sheck Hassan Dahir Aweys, Membro Anziano della Corte Islamica e presidente della Corte islamica di Shirkole (va notato che viene chiamato anche con un grado militare); Sheck Sharif Sheck Ahmed,Presidente Unione Corti Islamiche della Regione del Banadir; Sheck Aden Hashi Farah Ayrò che è stato nominato comandante delle truppe della corte; Sheck Ahmed Abdi è stato eletto il vice Presidente della Corte e nell'occasione è stato nominato Sheck Omar Mohamed Yiow (Ciyow) come responsabile generale della Corte e visto che la riunione c'era è stato nominato anche il responsabile della prigione della Corte Islamica Skeck Abdi Osman Farah. Il Colonello Sheck H.D. Aweys nel suo breve discorso ha detto: è giusto che le prigioni vengano gestite nella legge islamica e il diritto e la legalità vengano dal corano (" waa waajib in xarigga Allaah la qabsado oo laguna dhaqmo shareecada islamka oo ah dastuurka Allaah uu so dejiyay"). Sheck Sharif Sheck Ahmed a sua volta ha ribadito: la legge islamica è il solo diritto e chiunque non accetti questo fatto deve venire costretto ad accettare ("dhaqangelinta ku dhaqanka shareecada islaamka ay tahay wajib ciddii aan qadana ay tahay in xoog lagu qaadsiiyo").

 

Alcuni nomi per ricordarli in un futuro prossimo nelle vicende di queste Corti Islamiche, sono indicativi ma parziali, li aggiorneremo:

 

Sheck Hassan Dahir Aweys               Membro Anziano della Corte Islamica, Presidente Ifka Halan (foto)

Sheck Sharif Sheck Ahmed               Presidente Unione Corti Islamiche della Regione del Banadir (foto)

Aden Hashi Ayro                              Unione Religiosa Islamica, Mogadiscio detto l'Afgano

Sheck Abdulkadir Ali Omar               Presidente Corte Islamica

Sheck Ahmed Abdi                           Vice Presidente della Corte di Ifka Halan

Sheck Sharif Ali Ahmed                    Responsabile della Corte di Sii Sii (quartiere di Mogadiscio)
Sheck Mohamud Ali Abdi                  Portavoce della Corte Islamica di Mogadiscio
Sheck Muqtar Haji Hamud                Coordinatore Generale dell'Unione delle Corti Islamiche
Sheck Nur Barud Gurhan                   Vice presidente del Consiglio della Corte
Sheck Nur Moalim Abdurahman         Membro del Consiglio della Corte (arringatore manifestazione del cimitero)
Hersi Abdi Ali Hersi Lugey                Corte Islamica Ifka Halan Sede Corte islamica (morto 11.07.2005).
Sheck Mohamed Farah                      Corte Islamica quartiere Wardigley
Sheck Adan Dere                              Corte Islamica quartiere Wardigley
Sheck Moalim Nur                            Responsabile ulema dei Mudulod

Sheck Omar Mohamed Yiow (Ciyow)  Responsabile prigione di Ifka Halan

 

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/07_Luglio/16/somalia.shtml

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/07_Luglio/30/somalia.shtml

I principali ricercati somali presenti nelle liste internazionali  di FBI, Interpol in quanto presunti terroristi.

ABDULLKADIR, Hussein Mahamud, ultimo residenza conosciuta Firenze, Italy

ALI, Abbas Abdi, Mogadishu, Somalia

ALI, Sheikh Hassan Dahir Aweys (a.k.a. AWES, Shaykh Hassan Dahir; a.k.a. AWEYS, Hassan Dahir); 
DOB 1935; citizen Somalia 
Ibrahim Awes
Abdirahman Baadiya
Ahmed Bille Hassan 
AWEYS, Dahir Abdullahi, Via Cipriano Facchinetti 84, Rome, Italy
CABDULLAAHI, Ciise Maxamed, (ABDULLAHI ISSA MOHAMED) Mosque in Via Quaranta, Milan, Italy; DOB 8 Oct 1974; 
POB Somalia; nationality Somalia; arrested 31 Mar 2003 a Milano
 http://www.repubblica.it/online/cronaca/terroislam/terroislam/terroislam.html
JIMALE, Ahmad Ali (a.k.a. JIM'ALE, Ahmad Nur Ali; a.k.a. JIM'ALE, Ahmed Nur Ali; a.k.a. JUMALE, Ahmed Nur; 
a.k.a. JUMALI, Ahmed Ali), P.O. Box 3312, Dubai, United Arab Emirates; Mogadishu, Somalia
KAHIE, Abdullahi Hussein, Bakara Market, Dar Salaam Buildings, Mogadishu, Somalia

 

Appuntamento al prossimo Il Punto.                     

 
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