Messaggio alle autorità italiane sulla profanazione del cimitero
italiano.
Roma 24.01.2005
Al Presidente
del Consiglio italiano
Al Ministero
degli Esteri italiano
Alla luce della
squallida vicenda che si è consumata nel cimitero italiano di
Mogadiscio (che abbiamo per primi denunciato in Italia) e alla
luce delle varie dichiarazione fin qui ascoltate. Siamo a
richiedere un chiaro atto ed immediato delle autorità italiane
verso:
il Governo
Federale di Transizione somalo, come primo atto, debba
perseguire penalmente gli autori del vile episodio siano esse
membri di Corte Islamiche o siano meri esecutori di un piano
affaristico edilizio;
il Governo italiano chieda alle autorità somale, nel momento
preciso che potranno esercitare il controllo sul territorio, che
è ferma intenzione che i terreni di proprietà italiana siano
resi al legittimo proprietario;
per certo
sappiamo che inglesi e altre nazioni chiederanno il rientro in
possesso delle proprie proprietà alle future autorità somale
altre tanto va preteso dalle autorità italiane, non dovranno
tollerare espropri di nessun genere tanto meno sul cimitero;
pretendere e di
ottenere fin da subito la raccolta dei poveri resti da
conservare in luogo sicuro in modo di poter dare un sepoltura
definitiva;
di lasciar
perdere, in questo momento, l'invio di esperti o commissioni
specialistiche per ottenere controparti validi con cui dialogare
ciò è inutile ed è tempo perso i personaggi sono al sicuro, sono
impuniti e sono pericolosi vista la loro dichiarata ostilità
verso gli italiani;
l'ingiustificabile atto non ha niente a che fare contro
l'Italia, tale aberrazione non era prevedibile e non è
imputabile una colpa alla stragrande maggioranza della
popolazione somala che ha manifestato contro gli autori di
questo crimine;
la Libia e i
suoi cimiteri sono un altro oggetto che non va mischiato con
questo triste evento come denunciato dai profughi italiani della
Tripolitania;
non servono
sterili manifestazioni ma concreti atti a perseverare la memoria
dei defunti.
Siamo sicuri
che questo verrà chiesto dal nostro governo e siamo certi di
fare un opera minima di umana pietà verso i poveri resti del
cimitero italiano di Mogadiscio. Ciò non toglie la ferma
condanna ma di pari passo va anche comunicata la determinazione
che quanto è successo non sarà tollerato ne tanto meno passato
sotto silenzio. La nostra associazione vigilerà e sapremo
denunciare qualsiasi anomalia che verremo a conoscere, come
abbiamo denunciato per primi la violazione del cimitero.