POLITICA

 

Nasce l'Unione Africana.  LUSAKA - Zambia.

l'Organizzazione dell'Unità Africana si riunisce per l'ultima volta in tal veste perché è diventata a tutti gli effetti Unione Africana. Il continente Africano è costituito da un insieme di paesi, di lascito coloniale, che a loro volta sono costituiti da differenti gruppi etnici. Con queste comunità spezzettate e l'indipendenza di molti paesi africani, nel 1963, si è cercato di creare un legame comune con la nascita dell'OUA.
Nel 1963, alcuni paesi guida del Panafricanismo desideravano un'unità continentale immediata mentre, altri paesi indipendenti di  recente avevano il desiderio di stabilire dei fondamentali forti in economia,legislazione,giustizia in primo luogo e non avevano fretta di adesione. Sostanzialmente, per i critici, i 38 anni dell'OUA sono stati solamente uno spreco di denaro e di risorse e un sindacato dei vari dittatori africani mentre, per il fronte opposto gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti citando i fatti chiave per l'Africa: la decolonizzazione e le campagne contro la segregazione del Sudafrica. Comunque sia, tutti sono concordi che i momenti migliori dell'OUA sono stati messi in campo con la lotta contro il colonialismo e, negli anni 70 il contributo morale dato ai movimenti di liberazione in paesi come lo Zimbabwe e il Mozambico. L'OUA è stata criticata per il poco o talvolta niente fare per migliorare gli standard di vita nel continente; in quanto tutti gli stati membri erano gelosi delle condizioni che regolamentano la vita sociale e guardavano con sospetto le Istituzioni Internazionali, ogni atto veniva considerato un interferenza esterna. Di conseguenza, l'OUA ha pagato un ruolo limitato e molto marginale nell'agire nei molti conflitti politici dell'Africa, o persino scarsità nel contribuire a dirimere controversie o a integrare le economie africane. I summit annuali, hanno fornito spesso una giustificazione per dare un rifaccimento alle città in cui venivano ospitate le delegazioni, mentre per i residenti c'era da tollerare sirene e cortei presidenziali, che talvolta raggiungevano fino a 40 presidenti di stati africani che facevano degli alberghi 5 stelle sede dei centri di congresso. Perlomeno ora, e ciò è molto positivo, la maggior parte degli attuali Presidenti sono stati eletti dal popolo. 
Il fatto politico negativo dell'OUA, tuttavia è stato, il non voler capire e eliminare (o non ha potuto esercitare atti forti) il concetto di non-interferenza nelle dispute interne, inserito nella costituzione dell'OUA, ciò ha significato che dittatori quale: Mobutu Sese Seko dello Zaire, Menghistu dell'Etiopia, Barre della Somalia, Bokassa del Centroafrica, Amin Dada dell'Uganda; non hanno mai affrontato una pressione seria da parte dei loro vicini a salvaguardare i diritti dell'uomo e dei cittadini, in Africa contro le popolazioni sono state perpetrate le maggiori nefandezze in nome di pseudo rivoluzioni, controlli economici e traffici illegali. 
La Nuova Unione 
L'Unione Africana, con sede a Addis Abeba gia sede della OUA, mirerà ad unificare politicamente, socialmente ed economicamente i 53 stati membri e sarà modellata sull'Unione Europea. Il presidente uscente dell'OUA, Gnassingbe Eyadema del Togo, ritiene che il continente debba cooperare molto più attentamente dichiarando che gli stati africani non hanno scelta, l'unica via è quella dell'Unione degli Stati dell'Africa. Alcuni Stati sono prudenti nel ruolo che verrà assunto da alcuni Leaders, tipo Muamar Ghadaffi, che aveva suggerito l'attuale configurazione e il nome di Stati Uniti dell'Africa, in un summit speciale indetto in Sirte, Libia meno di due anni fa. Questo timore è stato allontanato dal segretario generale dell'OUA, Dr. Salim Ahmed Salim, quando ha annunciato la creazione dell'Unione Africana in Maggio. Il Dott Salim, sostiene che l'Unione porterebbe il e al cambiamento reale del continente ed avrebbe un effetto sugli Africani ordinari. In questo contesto la Somalia, per la prima volta da 11 anni a questa parte, ha partecipato ufficialmente al summit dell'OUA. La delegazione, è guidata dal Presidente del Governo di Transizione Somalo Abdiqassim Salad Hassan. La delegazione giunta a Lusaka,Zambia, l'8 luglio è stata accolta dal Presidente Zambiano Fredrick Chiluba. 
L'OUA, ha accordato alla Somalia un'esenzione provvisoria ed eccezionale dalle sanzioni, in base ad una decisione raggiunta dalla tredicesima sessione ordinaria del Comitato degli Ambasciatori dell'OUA, tenuto a Lusaka il 2 luglio. L'OUA riferisce che la Somalia, godrebbe dell'esenzione fino all'apertura della quinta sessione ordinaria del Consiglio dei Ministri, in quella circostanza si sottoporrà un programma di rinvio e che la Somalia ha cominciato pagare i contributi dovuti. Nel frattempo, i membri di opposizione del GTS (SRRC) hanno condannato il l'OUA per il riconoscimento sostanziale dato al GTS. Lo SRRC riunisce la maggior parte delle fazioni opposte al Governo di Transizione Somalo. In una'nota diramata e pubblicata a Lusaka, lo SRRC ha detto: "protestiamo fortemente contro il movimento dell'OUA... che provocherà ulteriori complicazioni politiche della crisi somala". Lo SRRC ha descritto il riconoscimento dell'OUA al GTS come " atto illegale e... una violazione delle aspirazioni della gente somala". 

 
Dopo un anno di transizione, l'Unione Africana conta di insediare un Parlamento e una Corte di Giustizia. La gente ordinaria sulle strade da Città del Capo al Cairo attenderà per vedere che differenza e i risultati che potrà fare l'Unione Africana alle loro vite quotidiane. E' una scomessa per gli Stati Africani.

 

 

 

Ill.mo On. Presidente del Consiglio

 dei Ministri Silvio Berlusconi                                              Palazzo Chigi – Roma

Ill.mo Ministro degli Esteri Amb. Renato Ruggiero - Farnesina Roma   

Ill.mo On. Sig. Presidente Repubblica Somala Abdulqassim Salad Hassan – Mogadiscio

In merito alla proposta formulata dall’Ambasciatore Ruggiero di ospitare come uditori e in maniera simbolica, durante il summit del G8 a Genova, sei Presidenti dei paesi del terzo mondo, noi in qualità di cittadini italiani, figli di un genitore somalo proponiamo d’inserire nella lista delle sei personalità il Presidente del Governo di Transizione Somalo On. Abdulqassim Salad Hassan.

La presente richiesta va valutata in considerazione del lungo rapporto tra l’Italia e Somalia, per il delicato momento che sta attraversando la Somalia. Il Presidente Abdulqassim, dalla data della sua elezione, ha cercato con i membri del Consiglio dei Ministri di riportare il paese verso una condizione di normalità o quanto meno di ordine sociale, ripristinando la sicurezza con la polizia, la giustizia e le elementari regole del vivere civile in un paese completamente abbandonato e votato all’anarchia. Ha partecipato, dopo 11 anni di assenza della Somalia, a numerosi incontri Istituzionali: le Nazioni Unite, Organizzazione della Lega Araba, l’Unione Europea ed è di pochi giorni fa la sua presenza alla nascita dell’Unione Africana in Lusaka, Zambia. Nell’ambito della sua funzione ha intrapreso numerosi incontri con altri Presidenti. Oltre ciò va considerato il rapporto storico Italia/Somalia che non è possibile riassumere in questa missiva ma di cui non bisogna in questo preciso momento far mancare la nostra solidarietà alla fragile democrazia somala. I somali hanno bisogno di essere aiutati in questo processo non facile e, la presenza nell’importante platea interplanetaria del G8 del Presidente aiuterebbe molto il processo di pacificazione della Somalia.

La nostra comunità è certa che il Governo italiano, dopo le esperienze AFIS nel dopoguerra e, di Restore Hope Ibis, prenderà una saggia decisione sulla presenza del Presidente Adbiqassim.

In attesa di avere la notizia di tale presenza, ANCIS manda un augurio di buon lavoro a tutti i partecipanti. 

Roma 11.07.01

 

 

Allegato B
                       Seduta n. 776 del 25/9/2000                                    

Pag. 33409

AFFARI ESTERI

Interrogazioni a risposta in Commissione:

LANDI DI CHIAVENNA. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
in Somalia, nel decennio dell'Afis (Amministrazione fiduciaria italiana) sorse una comunità italo-somala che contava oltre un centinaio di persone;
con il raggiungimento dell'indipendenza, questa comunità venne emarginata in quanto diretta discendenza degli italiani colonizzatori e, soprattutto perché minoranza cristiana. Il tentativo di epurazione che ne seguì indusse il Governo italiano, attraverso il vicariato italiano a fare espatriare centinaia di bambini italo-somali facendli ospitare in Italia nelle varie strutture di accoglienza (famiglie, collegi, comunità, eccetera);
dalla fine dell'Amministrazione fiduciaria italiana sono passati ormai circa 40 anni e in questo arco di tempo, in cui i due Paesi hanno intrattenuto stretti rapporti politici ed economici, in Somalia si sono succeduti, nell'ordine: una breve democrazia parlamentare, un lungo periodo di regime totalitario ed, infine, una guerra civile durata 11 anni e che sembra stia per concludersi;
in Italia, in questi stessi anni, la comunità italo-somala ha maturato la consapevolezza del particolare status di individui appartenenti a due Paesi: l'Italia e la Somalia;
questa consapevolezza è stata l'origine di molte richieste al precedente Governo somalo, di ottenere la doppia cittadinanza, richieste peraltro sempre negate;
questa comunità vive anche in Italia in uno stato di emarginazione in quanto individui italiani nati in territori ex coloniali: una sorta di extracomunitari con passaporto italiano;
in Italia è attiva dal 1996 l'Associazione nazionale italo-somala i cui scopi statutari prevedono lo sviluppo ed il mantenimento dei rapporti italo-somali nonché azioni di sostegno economico e civile a favore della Somalia -:
se il Ministro interrogato non ritenga opportuno ripristinare in Somalia e/o in Italia una struttura che, così come a suo tempo l'Istituto italiano per l'Africa orientale, potrebbe essere utilmente dotata di risorse economiche che consentano una efficace cooperazione allo sviluppo e assistenza tecnica in quel paese; se il Ministro interrogato non ritenga opportuno sviluppare, a tal fine, le iniziative messe a punto dall'Associazione nazionale italo-somala, garantendole lo status di organizzazione non governativa e inserendola, come tale tra le organizzazioni non governative sussidiate dallo Stato.
(5-08242)

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