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Il
Deputato Anfuso chiede: -
Al Ministro degli affari Esteri - per
sapere se sia al corrente delle dichiarazioni
attribuite dalla rivista cairota "Al Tahari"
al nostro amministrato Scerif Mahamud Abdurahman,
presidente
della Lega Mussulmana in Somalia. In tali
dichiarazioni si arriva ad accusare gli italiani
dell'assassinio del diplomatico egiziano Gamal Eddin
Salah, pur essendo noto che il somalo che l'uccise
confesso il suo delitto. L'interrogante
chiede, altresì, di conoscere se risulta al
ministro - come è stato riferito da una agenzia
giornalistica - che il presidente della lega
mussulmana in Somalia è stato di recente ricevuto
dal presidente egiziano, al quale ha chiesto di far
cessare l'attuale amministrazione della Somalia,
nonché di associare la Somalia alla lega araba. Se
risulti parimenti al ministro che il predetto nostro
amministrato stia attualmente compiendo un giro in
Siria, in Arabia, nel Sudan e nel Kuwait per
esercitare la sua propaganda anti-occidentale,
rivolta principalmente contro l'Italia, accusata -
secondo la rivista del Cairo - di mettere in atto
una nuova specie di colonialismo d'accordo con gli
Stati Uniti e di opprimere o sfruttare il popolo
somalo, invitato a lottare con tutti i mezzi contro
gli occidentali. L'interrogante gradirebbe altresì
conoscere quale sia la posizione di Scerif Mahamud
Abdurahman di fronte all'amministrazione della
Somalia e se per avventura egli non riceva, in
ragione delle sue attribuzioni, qualche erogazione
da parte della stessa amministrazione
fiduciaria.
Il Sottosegretario degli Affari Esteri risponde:- La
persona indicata dall'interrogante è il capo di un
movimento religioso di scarso seguito in Somalia.
Posso assicurare che si tratta inoltre di elemento
del tutto estraneo all'amministrazione fiduciaria ed
al governo somalo, dai quali non riceve né ha mai
ricevuto retribuzione alcuna.
Al
Ministero degli Affari esteri era noto che, nel
Settembre 1957, egli era stato ricevuto dal
Presidente egiziano Gamal Abdel Nasser, ma non è
risultato che egli avesse, in tale occasione,
chiesto la cessazione del regime di amministrazione
fiduciaria, né dl'associazione della Somalia alla
lega araba.
Le
grossolane distorsioni della verità contenute
nell'intervista da lui concessa alla rivista cairota
Al-Tahrir, non erano passate inosservate ed
indussero la nostra ambasciata al Cairo ad attirare
subito in proposito l'attenzione del Governo
egiziano, il quale assicurò il proprio intervento,
vivamente deplorando la pubblicazione dell'articolo.
Ci è stato, inoltre, confermato che l'intervista,
data anche la trascurabile importanza della
pubblicazione, non ha avuto alcun seguito in quegli
ambienti.
Consta
effettivamente che il personaggio in parola sta
visitando taluni paesi del medio oriente, ma non è
risultato finora che egli abbia esplicata
l'attività imputatagli, almeno per quanto riguarda
il nostro paese.
Come
spesso avviene in casi del genere, può darsi che
egli cerchi, all'estero, di attribuirsi
un'importanza che non ha nella sua terra, dove non
è considerato una personalità di rilievo.
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