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Martedi
11 Luglio,
Hassan D. Aweys, dopo la vittoria
delle Corti islamiche è stato nominato a dirigere
l'unione delle Shura delle corti islamiche, un
organismo consultativo, mentre il giovane
Sceck Ahmed Sceck Sharif ex
presidente dell'Unione delle Corti ora dirige il
comitato esecutivo. C'è da chiarire chi dei due sia
più potente.
Hassan è un ex colonnello dell'esercito, ha 71 anni
(è un Hawiye, Habar Gedir, Ayr), è stato messo nella
lista perché secondo l'intelligence americana
sicuramente dirigeva Al-Itihaad Al-Islamiya negli
anni 90, un gruppo islamico che operava in Etiopia e
che gli USA ritengono avere collegamenti ad Al-Qaeda.
Ovviamente, S. Hassan nega sdegnato tale
supposizioni americane.
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Sceck
Hassan
Dahir Awyes
Il
Presidente dell'Unione delle Shura delle Corti
Islamiche |
"Il bene del
popolo somalo è molto più importante dei miei
interessi personali. Non è etico mettere qualcuno su
una lista terroristica se costui non ha ucciso ne
nociuto qualcuno. Non sono un terrorista. Seguo
rigorosamente la mia religione ed ho infinito amore
per Islam. Se ciò mi rende un terrorista, io accetto
questa indicazione."
Ha stabilito come suo domicilio una moschea del
sobborgo di Mogadiscio fin dal 2004, e nella
medesima mosche predica. Insiste a dire che è
soltanto un erudito musulmano, che crede soltanto
nella legge e nella Sharia Islamica, sharia che
offre la soluzione ai problemi della Somalia.
Acconsente e sostiene la lotta di coloro che
combattono gli Usa semplicemente perché sono
attacchi contro l'Islam da parte degli USA e dei
suoi alleati: "il Mujahideen sono una parte
essenziale del combattimento contro le bugie che ci
vengono mosse contro, sono una difesa dei valori
dell'Islam".
Tuttavia, dalle riflessioni che il suo atteggiamento
suscita nei colloqui non si ha l'impressione di
avere davanti un uomo pericoloso, determinato, un
agguerrito terrorista: comunica con tranquillità, a
bassa voce ed spesso sorridendo, è di piccola
statura, anziano con la barba colorata di un hennè
rosso. A differenza del Scech Sharif non disdegna
l'uso del telefono cellulare e nei suoi movimenti
cittadini è protetto scortato da un convoglio
abbastanza agguerrito (tra cui una teknika). Si
muove apertamente anche fuori Mogadiscio e,
tale dispiego di sicurezza non è una cosa
eccezionale per coloro che possono permetterselo.
Curiosamente,
però, si muove abbastanza liberamente per recarsi
anche all'estero - Arabia Saudita, Sudan e Dubai -,
senza essere arrestato.
Da sempre nega le "ilazioni" che si stanno facendo
su presunti campi di addestramento per i combattenti
islamici in Somalia. "Qui nessuno è in combattimento
contro gli Stati Uniti," ha detto nel 2004.
Dopo la sconfitta negli anni 90 di Al-Itihaad, ha
cominciato svolgere un ruolo chiave nelle corti
islamiche, ruolo culminato con la vittoria totale
delle Corti islamiche, che hanno esautorato
completamente dalla città tutti i war lord e gli
uomini d'affari che si erano creati e regolati in
città un certo genere di legge e ordine.
Bisogna anche dire che queste corti hanno imposto
punizioni come l'amputazione per i ladri, la
lapidazione e la morte per i crimini quali la
violenza e l'omicidio, sono state accolte
favorevolmente e calorosamente dai residenti di
Mogadiscio nord. La gente si è ritenuta di essere
più sicura sotto le Corti. Bastava vivere o guardare
come paragone quanto avveniva a Mogadiscio Sud
controllata dai warlord dove la legge era
inesistente. In questi due ultimi anni passati, le
corti islamiche nate su base clanica (è un argomento
che commenteremo prossimamente) hanno fatto
rispettare la sharia e nel contempo hanno unito le
forze creando una potente milizia. Sceck Hassan
Dahir Aweys, è sempre stato il capo spirituale delle
corti, Sheck Sharif era ufficialmente il presidente
delle Unioni delle Corti.
Ora molti analisti ed esperti degli affari somali
dichiarano che sono stati sorpresi dalla velocità
con cui la milizia islamica delle corti ha sconfitto
una coalizione di warlords controllata e finanziata
apertamente dagli americani. E dal 1991 che la città
era in completa balia di questi personaggi.
Un rapporto delle Nazioni Unite attinente l'embargo
delle armi alla Somalia segnalava che l'Eritrea
stava fornendo armi a S. Hassan D. Aweys. L'Eritrea
ha negato e nega tale fatto. Si può affermare senza
dubbio che esiste una rivalità di vecchia data con
l'Etiopia, Asmara necessariamente cerca di fomentare
a sud di Addis Abeba le cause islamiste della
Somalia in duplice veste di disturbo all'Etiopia e
per logorare il governo di transazione federale di
A. Yusuf basato a Baidoa (filoetiope). Per contro S.
Hassan ha una lunga storia personale di
combattimento con l'Etiopia. Ufficiale dell'esercito
di Barre era stato decorato con medaglia al valore
nella guerra del 1977 contro l'Etiopia. In quel
contesto la vicenda personale di S. Hassan si è
incrociata più volte con quella dell'attuale
Presidente del Governo di transizione federale
Abdullahi Yusuf. Il primo arresto di A. Yusuf
avvenne da parte di S. Hassan. Durante le sommosse
contro Siad Barre un certo sig. Hassan Dahir Aweys
(non era ancora Sceck) era accreditato come
organizzatore, addestramento e strategia dei
combattenti nella regione centrale del Galgadud, non
era a Mogadiscio durante le battaglie di Aidid per
liberare la città da Siad Barre.
Succesivamente l'Etiopia ha aiutato il prescelto
presidente ad interim Abdullahi Yusuf nel 2004,
Al-Itihaad fu sconfitta negli anni 90. Scech H.
Dahir Aweys sostiene che il paese va governato
secondo le leggi islamiche anche se nella sua nuova
veste pubblica ha rinnovato una fase conflittuale
con gli Stati Uniti, l'Etiopia e con Abdullahi Yusuf
che hanno ovviamente idee opposte alle regole
islamiche. Lui insiste: "Il bene del popolo somalo è
molto più importante dei miei interessi personali."
Il nostro punto politico sulla situazione del
momento è in preparazione. Ai prossimi giorni
Per saperne di più:
http://www.italosomali.org/Punto2.htm
http://www.italosomali.org/Fondament.htm
http://www.italosomali.org/Timori.htm
http://www.italosomali.org/Punto7.htm
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