Martedi, 11 Luglio, 2006

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Somalia - notizie dirette
Italia - notizie dirette

Sceck Hassan Dahir Aweys è uno dei capi del gruppo islamico che controlla la Somalia del sud, e la capitale Mogadiscio.
Gli Stati Uniti rifiutano di trattare con lui - è nella lista dei ricercati "collegati al terrorismo" emanata dopo gli attacchi di 9/11 in 2001.

Martedi 11 Luglio,
Hassan D. Aweys, dopo la vittoria delle Corti islamiche è stato nominato a dirigere l'unione delle Shura delle corti islamiche, un organismo consultativo, mentre il giovane Sceck Ahmed Sceck Sharif ex presidente dell'Unione delle Corti ora dirige il comitato esecutivo. C'è da chiarire chi dei due sia più potente.
Hassan è un ex colonnello dell'esercito, ha 71 anni (è un Hawiye, Habar Gedir, Ayr), è stato messo nella lista perché secondo l'intelligence americana sicuramente dirigeva Al-Itihaad Al-Islamiya negli anni 90, un gruppo islamico che operava in Etiopia e che gli USA ritengono avere collegamenti ad Al-Qaeda. Ovviamente, S. Hassan nega sdegnato tale supposizioni americane.

Sceck Hassan Dahir Awyes

Il Presidente dell'Unione delle Shura delle Corti Islamiche

"Il bene del popolo somalo è molto più importante dei miei interessi personali. Non è etico mettere qualcuno su una lista terroristica se costui non ha ucciso ne nociuto qualcuno. Non sono un terrorista. Seguo rigorosamente la mia religione ed ho infinito amore per Islam. Se ciò mi rende un terrorista, io accetto questa indicazione."
Ha stabilito come suo domicilio una moschea del sobborgo di Mogadiscio fin dal 2004, e nella medesima mosche predica. Insiste a dire che è soltanto un erudito musulmano, che crede soltanto nella legge e nella Sharia Islamica, sharia che offre la soluzione ai problemi della Somalia.
Acconsente e sostiene la lotta di coloro che combattono gli Usa semplicemente perché sono attacchi contro l'Islam da parte degli USA e dei suoi alleati: "il Mujahideen sono una parte essenziale del combattimento contro le bugie che ci vengono mosse contro, sono una difesa dei valori dell'Islam".
Tuttavia, dalle riflessioni che il suo atteggiamento suscita nei colloqui non si ha l'impressione di avere davanti un uomo pericoloso, determinato, un agguerrito terrorista: comunica con tranquillità, a bassa voce ed spesso sorridendo, è di piccola statura, anziano con la barba colorata di un hennè rosso. A differenza del Scech Sharif non disdegna l'uso del telefono cellulare e nei suoi movimenti cittadini è protetto scortato da un convoglio abbastanza agguerrito (tra cui una teknika). Si muove apertamente anche fuori Mogadiscio e,  tale dispiego di sicurezza non è una cosa eccezionale per coloro che possono permetterselo.

Curiosamente, però, si muove abbastanza liberamente per recarsi anche all'estero - Arabia Saudita, Sudan e Dubai -, senza essere arrestato.
Da sempre nega le "ilazioni" che si stanno facendo su presunti campi di addestramento per i combattenti islamici in Somalia. "Qui nessuno è in combattimento contro gli Stati Uniti," ha detto nel 2004.
Dopo la sconfitta negli anni 90 di Al-Itihaad, ha cominciato svolgere un ruolo chiave nelle corti islamiche, ruolo culminato con la vittoria totale delle Corti islamiche, che hanno esautorato completamente dalla città tutti i war lord e gli uomini d'affari che si erano creati e regolati in città un certo genere di legge e ordine.
Bisogna anche dire che queste corti hanno imposto punizioni come l'amputazione per i ladri, la lapidazione e la morte per i crimini quali la violenza e l'omicidio, sono state accolte favorevolmente e calorosamente dai residenti di Mogadiscio nord. La gente si è ritenuta di essere più sicura sotto le Corti. Bastava vivere o guardare come paragone quanto avveniva a Mogadiscio Sud controllata dai warlord dove la legge era inesistente. In questi due ultimi anni passati, le corti islamiche nate su base clanica (è un argomento che commenteremo prossimamente) hanno fatto rispettare la sharia e nel contempo hanno unito le forze creando una potente milizia. Sceck Hassan Dahir Aweys, è sempre stato il capo spirituale delle corti, Sheck Sharif era ufficialmente il presidente delle Unioni delle Corti.
Ora molti analisti ed esperti degli affari somali dichiarano che sono stati sorpresi dalla velocità con cui la milizia islamica delle corti ha sconfitto una coalizione di warlords controllata e finanziata apertamente dagli americani. E dal 1991 che la città era in completa balia di questi personaggi.
Un rapporto delle Nazioni Unite attinente l'embargo delle armi alla Somalia segnalava che l'Eritrea stava fornendo armi a S. Hassan D. Aweys. L'Eritrea ha negato e nega tale fatto. Si può affermare senza dubbio che esiste una rivalità di vecchia data con l'Etiopia, Asmara necessariamente cerca di fomentare a sud di Addis Abeba le cause islamiste della Somalia in duplice veste di disturbo all'Etiopia e per logorare il governo di transazione federale di A. Yusuf basato a Baidoa (filoetiope). Per contro S. Hassan ha una lunga storia personale di combattimento con l'Etiopia. Ufficiale dell'esercito di Barre era stato decorato con medaglia al valore nella guerra del 1977 contro l'Etiopia. In quel contesto la vicenda personale di S. Hassan si è incrociata più volte con quella dell'attuale Presidente del Governo di transizione federale Abdullahi Yusuf. Il primo arresto di A. Yusuf avvenne da parte di S. Hassan. Durante le sommosse contro Siad Barre un certo sig. Hassan Dahir Aweys (non era ancora Sceck) era accreditato come organizzatore, addestramento e strategia dei combattenti nella regione centrale del Galgadud, non era a Mogadiscio durante le battaglie di Aidid per liberare la città da Siad Barre.
Succesivamente l'Etiopia ha aiutato il prescelto presidente ad interim Abdullahi Yusuf nel 2004, Al-Itihaad fu sconfitta negli anni 90. Scech H. Dahir Aweys sostiene che il paese va governato secondo le leggi islamiche anche se nella sua nuova veste pubblica ha rinnovato una fase conflittuale con gli Stati Uniti, l'Etiopia e con Abdullahi Yusuf che hanno ovviamente idee opposte alle regole islamiche. Lui insiste: "Il bene del popolo somalo è molto più importante dei miei interessi personali."

Il nostro punto politico sulla situazione del momento è in preparazione. Ai prossimi giorni

Per saperne di più:

http://www.italosomali.org/Punto2.htm

http://www.italosomali.org/Fondament.htm

http://www.italosomali.org/Timori.htm

http://www.italosomali.org/Punto7.htm

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