24 Maggio 2009

 

18/22Maggio 2009. Incontri nelle scuole medie di Cesano, Osteria Nuova, Tragliata di Roma per parlare di Giorgio Marincola.

Dal 1898 l'Italia è multietnica, si è spiegato agli alunni perchè e come ciò avvenne.

                            

                                  

    GIORGIO MARINCOLA:  UNA STORIA E UNA BREVE VITA ESEMPLARE
 

Oggi in questa scuola parliamo di Giorgio Marincola, di multietnicità, di dignità, di valori di libertà tralascio la multiculturalità, spiegherò il perchè alla fine del mio intervento.
Per parlare di Giorgio, parto da un ottica di storie parallele e vi porto per mano, però necessariamente dobbiamo partire da lontano. Partiamo dal 1898, iniziò dell'avventura coloniale italiana, - il 1898 dovrebbe essere una data ufficiale ma in realtà l'Italia ebbe qualche approccio già precedentemente dal 1864 - e la voglia dell'Italia di conquistare un posto al sole in Africa.

Tutte le potenze europee avevano le colonie, l'Italia era agli inizi delle sue avventure e così comprò la ricca regione agricola del Basso Giuba dal sultano di Zanzibar e partì la colonizzazione della Somalia italiana. Contemporaneamente si può affermare che era iniziata anche l'era della multietnicità italiana. Una multietnicità quella, fondata sulla violenza, sulla forza del colonialista dominatore, una multietnicità imposta con le armi, con lo stupro e sopratutto basata sulla superiorità della etnia bianca.
In Somalia, il primo italosomalo nacque nel 1908, si chiamava Pietro Alighieri – la famiglia Alighieri ora è alla 4^ generazione di italosomali -, e la prima bimba nacque un anno dopo nel 1909 si chiamava Colombelli Rina.
All'epoca della nascita di Giorgio, nel 1923 erano circa un centinaio gli italosomali. Di questi bimbi, tre soli furono portati in Italia in tenerissima età, Giorgio e la sorella Isabella che avevano il papà calabrese di Pizzo Calabro e Piero Russo, anch'egli del 1923 che andò ad abitare a Palermo.

E' difficile immaginare la vita di questi bimbi in Italia, l'Italia che nel frattempo si accingeva ad imbarcarsi nella tragica avventura del ventennio fascista e delle sue leggi razziali, ricordo alla platea che quelle leggi nacquero per contrastare il meticciato che nelle colonie si stava diffondendo a macchia d'olio e poi in seguito furono usate anche per gli italiani di religione ebraica.
Questi 3 bimbi avevano molte caratteristiche comuni ma la più evidente era il colore della pelle la seconda era che  erano stati privati dell'affetto materno in tenerissima età. Giorgio ed Isabella furono allevati dagli zii – fantastici personaggi per l'epoca –, la stessa cosa fu per Piero che crebbe con uno zio che era un prelato e due zie entrambe maestre elementari. Nel frattempo in Somalia verso la fine degli anni 40, con il crescendo dell'impegno militare italiano nelle colonie, il numero degli italosomali era già arrivato a circa trecentocinquanta/400 individui, però, erano anche entrate in vigore le leggi razziali e le cose stavano diventando ancora più difficili per gli italosomali.
Entrando nel merito della storia di Giorgio, è grazie a Carlo Costa e Lorenzo Teodonio, che si è aperto uno squarcio che ha portato in evidenza la sua brevissima vita. Una vita stroncata da una vile esecuzione di soldati nazisti sconfitti ed in rotta. E' una storia tragicamente esemplare. Un ragazzo coraggioso che aveva scelto il valore della dignità, il combattere per la libertà nonostante la sua “presunta” differenza. Un atto di coraggio unico.

Oggi stiamo ripercorrendo la sua vita onorandolo come eroe, come partigiano e come combattente per la libertà. La storia, per un certo verso, lo ha favorito perchè in Italia ha vinto l'antifascismo, diversamente se avesse vinto il fascismo si può immaginare dove sarebbe collocata la storia di Giorgio.
Nonostante ciò, cioè la vittoria del antifascismo, la sua storia è rimasta nell'ombra si sapeva e non si sapeva di questo tenentino che aveva diversi pseudonimi: Renato Marino, Mercurio etc.

Vanno ringraziati gli autori di Razza Partigiana per questa scoperta e il ritorno di Giorgio nella memoria collettiva.
La sua vicenda postuma, comunque, va letta soprattutto e principalmente nel coraggio delle sue parole quando afferma prigioniero dei fascisti a Radio Baita: “Sento la patria come una cultura e un sentimento di libertà, non come un colore qualsiasi sulla carta geografica... La Patria non è identificabile con dittature simili a quella fascista. Patria significa libertà e giustizia per i Popoli del Mondo. Per questo combatto gli oppressori ...” non riuscì a finire le sue parole e dal microfono si sentì un atroce rumore di percosse. Era prigioniero dei fascisti e questo episodio specifico è riportato anche nella motivazione della sua medaglia d'oro alla memoria.

Per me, italosomalo, fratello minore di Giorgio è commovente ricordare l'episodio della partenza per la lotta armata, le parole usate per salutare la sua amata sorella: Niente guerra con la mamma (la matrigna sarda moglie del padre). Noi torneremo in Somalia, così incontreremo nostra madre, Askirò Hassan, e il paese dove siamo nati”.
Giorgio non ebbe la fortuna di “ri”vedere la sua amata mamma e di servire da medico il suo paese natale, morì a 22 anni l'età della mamma alla sua nascita. Piero Russo suo conterraneo riuscì in questo sogno di tornare e di servire da medico in Somalia durante il mandato fiduciario italiano dell'Afis, era ginecologo e fece nascere la quasi totalità dei bimbi italosomali nati a Mogadiscio dal 1950 al 1960. Vi garantisco che lui ed Isabella sono dei fantastici amici ottuagenari, lucidi testimoni di un pezzo di storia italiana, di storia drammatica, amara e oscura ai più.
Mi preme comunque riferirvi che il destino di Giorgio aveva il dramma nella sua multietnicità e non poteva non finire drammaticamente, come del resto è stata drammatica anche la vita di tutti gli altri italosomali.
Ci ha portato più male che bene questa nostra multietnicità, almeno per quelli che sono nati durante il colonialismo e subito dopo il colonialismo. Alla comunità italosomala (la più piccola comunità italiana, attualmente di 650 individui) è costata oltre modo la multietnicità: discriminazione razziale, assimilazione forzata, deportazione e una estinzione scritta già dalla nascita. Un estinzione, in questo caso, già scritta nel DNA di quella generazione perchè fondata sulla violenza, sul sopruso colonialista, una multietnicità imposta con la forza e fondata sul presupposto della superiorità bianca etc. Per comprendere meglio questa affermazione basta leggere la bellissima prefazione di A. Triulzi nel libro “RAZZA PARTIGIANA”.
Oggi noi stiamo lavorando per portare a pubblico dominio verità scomode, nuove e vecchie realtà di razzismo, raccontiamo di una multietnicità consolidata e secolare (nonostante qualcuno dica diversamente) composta da italosomali, italoetiopi, italoeritrei che oggi si arricchisce di nuova linfa in Italia con i matrimoni misti. Ogni giorno si amplia il numero degli italiani multietnici e non per questioni di superiorità razziale, non per dominio coloniale o per sopruso sulle persone ma per amore di uomini e donne che si scelgono, si amano e hanno figli desiderati e voluti.
Per concludere voglio proporre a questa scuola e a tutti voi presenti, chiunque voi siate, di voler portare nell'insegnamento delle scuole e delle università la parte mancante della storia contemporanea italiana del post fascismo e le conseguenze politiche sulle vecchie colonie. Sarebbe una bellissima conoscenza che aprirebbe orizzonti sconosciuti e farebbe comprendere meglio anche il significato di liberazione, del 25 Aprile e anche del sacrificio del nostro Giorgio. Approfondiamo e avviciniamo la storia recente del nostro paese per far capire valori che si stanno perdendo, la storia recente merita una visione più articolata più della storia del passato remoto.
Infine, a nome delle scuole di questa zona, che hanno organizzato questi incontri scriviamo collettivamente a due comuni: al Comune di Pizzo Calabro per chiedere di onorare la memoria di Giorgio Marincola, originario anche di quel paese con una via cittadina e al Comune di Roma per far scrivere sulla lapide della via Marincola a Cesano la dicitura “italosomalo, partigiano medaglia d'oro alla memoria”. Facciamoci portavoci
di questo ragazzo meraviglioso che non c'è più e per far conoscere agli italiani la sua storia .
Non vi parlo di multiculturalità visto che la mia cultura è la nostra cultura cioè che ha i medesimi valori di lingua, religione, etc mi differenzio leggermente solo per la mia pigmentazione, ma, portate un po' di pazienza per questa diversità, si sta avvicinando l'estate per tutti e pareggeremo i conti esteriori.
Concludo definitivamente, con una domanda che spero non riteniate ne provocatoria ne offensiva: le leggi razziali, secondo voi, sono finite con il fascismo? Noi diciamo che non sono mai finite, ma questa è un altra storia.
Un saluto a tutti.
   

Gianni Mari

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