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Somalia - notizie dirette
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FONDAMENTALISMO E INTEGRALISMO IN SOMALIA.                                                           

 Venerdì, 29 Luglio 2005

Il fondamentalismo islamico in Somalia va riferito ai raggruppamenti del terrorismo islamico internazionale e in special modo va riferito al disordine politico somalo, dunque è da riferirsi espressamente e direttamente alla prolungata e persistente crisi "politica" della Somalia. La fine del regime di Siad Barre ha inevitabilmente fiaccato e stremato il nazionalismo e il pan somalismo su cui si fondavano i precedenti governi somali a partire dalla lotta al colonialismo fino all'indipendenza. Il territorio e la maggioranza della popolazione erano e sono estranei al meccanismo dell'integralismo ma sicuramente se la crisi persisterà continuerà ad attrarre inevitabilmente elementi criminali ed estremisti.
Per comprendere il fenomeno bisogna necessariamente riferirsi ai fatti del passato perché la fenomenologia attuale è figlia naturale di quella fine. La dichiarata confessione socialista del precedente governo aveva quasi sconfessato il potere dei religiosi moderati e la fine del regime di Barre, parti ed iniziò nelle moschee per poi dilagare apertamente in ribellione totale fino a rovesciarlo. Gli ulemma, i santoni, i Sceck e quanti altri gravitano nel sottobosco dell'integralismo hanno cavalcato l'unica alternativa al nepotismo clientelare delle cabile e dei clan: l'Islam. La diffusione del verbo coranico integrale è stato utilizzato, bisogna dirlo, efficacemente e sapientemente come un fattore ideologico unificante e alternativo dal movimento integral/fondamentalista somalo.
Il vuoto di un governo centrale, dell'esercito, delle funzioni amministrative e specialmente di una politica funzionante ed organizzata e di forze economiche governative o private si è rivelato come un male che ha inevitabilmente avvantaggiato i fondamentalisti. I fondamentalisti fondano la loro forza dall'organizzazione. Un organizzazione capillare che parte dalle rimesse finanziarie versate a piene mani dai gruppi wahabiti sauditi che così hanno riempito il vuoto governativo, conferendo agli islamisti un enorme vantaggio rispetto alle altre forze in campo che erano completamente prive di una politica, un ideologia e quant'altro.
Nel dettaglio il movimento fondamentalista somalo opera, secondo i casi, separatamente o congiuntamente attraverso un fronte articolato ed unitario raccolto nella Suprema Lega Somalo-Islamica ed ha almeno otto differenti partiti islamici estremistici. Al-ittihad Al-islamia, Islah e Al-wahda sono i più conosciuti ed i più importanti. Hanno l'unione per mezzo d'interconnessioni internazionali e reticolari reti finanziarie. Usufruiscono collettivamente non solo di donazioni finanziarie raccolte sotto forma di Zakat dai principi e miliardari arabi, visto che anche la circolazione monetaria dei loro profitti all'interno della Somalia è connessa ai valori creati nelle borse del golfo. La rete internazionale non si limita al solo aspetto finanziario. Militarmente, essi sono sostenuti dalle forze dei Mujahidin del Medioriente e da paesi quali la Turchia, l'Iran, l'Afganistan (ove molti di loro hanno avuto addestramenti militari e scontri armati) e il Pakistan. In molte occasioni, i gruppi terroristici meglio organizzati (Al Ittihad) hanno attaccato terroristicamente l'Etiopia, e nelle loro fila militavano alcuni arabi che avevano combattuto nel fronte afgano. Arabi e fanatici pakistani sono nel territorio somalo e diffondono attraverso i siti web utopiche nascite di repubbliche islamiche che "dovrebbero" sorgere in Somalia (tipo la
Darus Salaam nel Sud Mudug a Hobyo circa 750 km da Mogadiscio).
L'Islam predica la pace ma l'estremismo somalo utilizza apertamente il messaggio politico islamico come un'arma politica per eliminare i presunti nemici e le altre forze dell'area. Tradizionalmente poi, in Somalia, la lealtà di clan è più importante di qualunque lealtà religiosa, ma la disperazione come la povertà diffusa nelle aree rurali e pastorizie hanno spinto i giovani ad abbracciare la causa. E' questa la ragione per cui in Somalia e in altre aree depresse del mondo i fondamentalisti puntano sui giovani per le attività terroristiche.
La mancanza di un ordine politico interno ha predisposto un terreno fertile in cui è uscito e si espanso l'integralismo e il fondamentalismo Islamico quale nuovo corso politico somalo, ed è diventato un utile mezzo per il libero dispiegarsi delle forze estremistiche e terroristiche. I somali distinguono se stessi nettamente dall'idea tradizionale dell'Islam. Pensano che l'idea e i suoi leader tradizionali (con la loro subordinazione religiosa) non siano riusciti a mantenere il significato essenziale dell'Islam nella società contemporanea e nel mondo. Dunque, per molti aspetti, i fondamentalisti rappresentano un movimento culturale profondamente innovativo, che condivide e convive con la moderna tecnologia e l'educazione secolare. E' questa, in parte la ragione, per cui la maggioranza degli integralisti contemporanei proviene non dai tradizionali centri dell'insegnamento islamico (moschee e scuole coraniche) ma dalle università laiche e scientifiche o dai centri di formazione tecnica. Lo stesso avviene in Somalia.
Lo sviluppo del fondamentalismo islamico in Somalia è veramente inquietante per molte ragioni. Da un lato, si sta consolidando nella situazione di anarchia politica del paese e anche perché non è possibile una trattativa con esso, né è possibile neutralizzarlo attraverso la diplomazia o con relazioni mirate. Nel paese controllano quasi l'intera vita economica e ogni presunta struttura politica. Ogni affare strategico e lucrativo è controllato da un fondo monetario dalle forze islamiche. Quasi tutte le agenzie che operano trasferimenti monetari, il settore delle telecomunicazioni, dell'import-export, delle derrate alimentari, i terreni immobiliari (l'episodio inquietante del cimitero italiano è la prova) e dei materiali da costruzione sono solidamente nelle mani dell'estremismo. I fondamentalisti in Somalia detengono milizie armate, campi di addestramento, Corti Islamiche, scuole coraniche. La sicurezza di questo apparato al servizio dei fondamentalisti a Mogadiscio e a Chisimaio è controllata dalle Corti Islamiche. Di fatto, partendo da lontano e lentamente ma con abile strategia stanno controllando quasi tutta la Somalia. Il metodo è molto efficace, poiché segue un approccio dal basso verso l'alto, un processo di formazione statale dalle molteplici facce che va dall'economia ai tribunali, mai visto fino ad oggi in altre parti del mondo. Usano la gente comune e combinano una lotta ideologica, affari, espansionismo militare, un tipico processo di formazione statale già applicato in passato per dar vita a stati moderni. Ovviamente se il processo in atto raggiungerà il suo apice finale, l'entità del soggetto realizzato sarà rigidamente controllato, sarà temibile spietato e darà molto filo da torcere a tutti.
Non essendo, però, in grado di eliminare totalmente l'influenza dei tradizionali leader islamici e di clan, l'estremismo islamico somalo utilizza il denaro per corrompere molti di loro o dei nuovi politicanti venuti dalla recente formazione del "governo federale somalo" per promuovere il loro fine. I leader integralisti avevano mandato dei messaggi chiari che un governo e forze militari di interposizione straniere non erano gradite. Così, anarchia politica e la povertà stanno spingendo i leader di clan somali e i religiosi islamici moderati ad abbracciare la causa fondamentalista per fare di necessità virtù. Ogni moschea somala è guidata da ulemma corrotti o convertiti alle forze estremistiche. Le nuove scuole islamiche rette da giovani e moderni maestri del nuovo pensiero sono aperte in ogni angolo del paese: Mogadiscio, Hargheysa, Merca, Chisimaio, Bosasso. Un fondo monetario controllato dai fondamentalisti è stato impiegato per anni a addestrare, reclutare e qualificare dozzine di giovani disoccupati. L'insegnamento non è solamente religioso. Ruota attorno alla critica dell'influenza secolare, individualistica, edonistica e lassista della cultura occidentale cristiana. In altri termini, la formazione su larga scala esprime fini religiosi, ma i suoi metodi sono profondamente politici. Chiaramente, come in buona parte del mondo, i somali stanno perseguendo un nuovo, ideologico e non tradizionale approccio all'Islam. Qualificano il loro movimento come ideologico, non religioso. L'obiettivo è lo Stato, non il clero; indicano come obiettivo finale, da parte di tutti questi elementi, di una repubblica islamica (obiettivo chiaramente dichiarato dal sempre più influente Sheikh Hassan Dahir Aweys). Tutte, nessuna esclusa, le forze islamiche integraliste/fondamentaliste somale condividono lo stesso obiettivo, anche se i loro approcci per arrivare al risultato finale differiscono.
Le dimostrazioni popolari pro-Bin Laden manifestatesi dopo i fatti del 11 Settembre a Mogadiscio, sono state le uniche e sole dimostrazioni pro-Bin Laden nel mondo; cioè dimostra che i fondamentalisti islamici somali non sono nemici solo dell'ingombrante vicino etiope, ma sono contrari anche al mondo laico e civilizzato. E' incomprensibile, nonostante la dura lotta in atto contro il terrorismo, che nessun paese al mondo sostenga apertamente, materialmente, politicamente o moralmente l'imbrigliamento e il controllo delle organizzazioni del terrorismo islamico in Somalia e nel Corno d'Africa. La prova sta nei fatti che due dei ricercati per i falliti attentati del 21 luglio a Londra -Yassin Hassan Omar e Muktar Said Ibrahim- sono originari del Corno d'Africa (il primo somalo, il secondo eritreo) ciò conferisce una nuova dimensione alla caccia alle cellule integraliste in Gran Bretagna e in Europa e nel mondo.
Il mondo a sua volta (USA, Inghilterra, Spagna, Egitto, Arabia Saudita, Turchia, Israele) è impegnato in una lotta senza quartiere contro il terrorismo internazionale. Questo dimostra che il terrorismo islamico somalo non è meno pericoloso di Bin Laden, Zarqawy o dei Talebani; ha l'intenzione e la capacità di destabilizzare sia la regione, che in occidente nel suo insieme. Qualcosa può e deve essere fatto per controllare il terrorismo somalo (il quale ora controlla larghe parti del paese) prima che esso giunga a controllare l'intera Somalia, per poi passare alla destabilizzazione dei paesi vicini ed sviluppi la capacità di attaccare gli interessi del mondo civilizzato. Contemporaneamente, però, il mondo e le organizzazioni internazionali dovrebbero sostenere un programma pragmatico realistico per la pace e la riconciliazione in Somalia, in modo che il paese cessi di essere un porto sicuro per i gruppi terroristici internazionali. Il mondo deve prestare la dovuta attenzione al riguardo, in quanto, si tratta della medesima campagna contro il terrorismo internazionale. A questo proposito va messo in cantiere, un multi approccio (politico, economico e diplomatico) per esercitare un ruolo graduale importante. Il sostegno va dato a realistiche iniziative di pace nella regione che superino l'attuale frammentazione del "governo federale" e dia fasi di transizione veramente brevi per attuare riforme veloci e condivise da tutti i gruppi.
Tuttavia Il migliore modo per portare la pace e fronteggiare direttamente il terrorismo islamico in Somalia consiste prima di tutto il correggere degli errori finora commessi, accelerando il processo per arrivare immediatamente ad una soluzione democratica dei problemi somali, incoraggiare e permettere una libera attività politica alle diverse forze laiche somale in Somalia e all'estero, ai rappresentanti delle diverse amministrazioni a prender parte ad una riconciliazione poggiata su solide e ampie basi. Il supporto va integrato da successivi aiuti economici, un controllo diplomatico costante ad un fattivo aiuto politico internazionale.
 

Appuntamento al prossimo "Il punto"

GM                     

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