Giovedi, 26 Giugno, 2009

 

Paradosso italiano: negazione della nostra multietnicita' secolare e il ritorno strisciante in Italia del piu' bieco dei sentimenti, il razzismo.

Fermiamo e contrastiamo questo progetto razzisti.

Il nostro uno strano paese che si nutre e nutre mediaticamente i piu' di paure paradossali.

Queste paure sono alimentate ad arte, tipo: paura enorme quanto si paventa con ci invadono e alimentano l'insicurezza con gli sbarchi dei disperati che attraversano il mediterraneo a rischio della vita; paure architettate con le invasioni dei cinesi nei centri cittadini; paure economiche della loro intraprendenza arrembante; paure scientemente inculcate con i "continui" crimini dei rumeni senza citare cosa a loro volta subiscono questi rumeni,  paure fomentate con sfondi religiosi sinonimo tout court di terrorismo/integralismo; paure dei luoghi di culto automaticamente classificati come pericolosi covi ed infine paure peggiori insinuate che con la multietnicit che andra' ad estinguere la pura razza "padana" o e italiana. Tante paure architettate su fenomeni che paurosi non sono ma che tuttavia crea sgomento nella gente.  

Questi aspetti mi fanno toccare con mano che i governanti del nostro paese sono poco acculturati storicamente, per esempio il Presidente del Consiglio di ritorno da un viaggio dalla Libia affermava: "i nostri nonni hanno combinato di tutto e di tutti i colori in Libia !" Chapeu, mi pare fosse piu' suo padre che suo nonno, per, passa il messaggio e tant'e' si alimenta l'ignoranza dei fatti, fatti che vengono collocati in un trapassato remoto anziche' in un passato recente dove le divise di quelle ronde (come quelle che si vogliono riproporre) erano nere e facevano male anche agli italiani. Tutto si scorda e conviene stendere un pietoso velo. Poi compare a Roma, l'ospite Ghedaffi in visita ufficiale per tre giorni e lui ha sputtanato l'Italia in casa continuamente in questi tre giorni di visita e ha ricordato fatti scordati: "Non c'e' controvalore per cio' che stato fatto a noi sotto il fascismo". Ha fatto bene ha fatto male? Sicuramente da ex colonizzato, oggi ricco di petrolio, gas, di petroldollari e perlopiu' ora anche super indennizzato si e' vendicato alla grande mediaticamente. Memori di questa lezione di "democrazia" da Ghedaffi, ritengo che vada ricordato che sia l'Italia che la Germania hanno fatto subire all'Europa e nel resto del mondo il nazifascismo e le sue nefaste sventure... Peccato che il nostro paese oggi difetti in memoria, la Germania ha bandito quella tragica pagina.

Tornando all'oggi e per scrivere sulla scarsa cultura dei nostri governanti mi ricordo che dopo l'adozione del provvedimento sulla sicurezza fortemente voluto dalla Lega Padana, il Presidente del Consiglio, Berlusconi, affermava compiaciuto e compiacente che l'Italia non sara' mai un paese multietnico ne multiculturale. Una escalation verbale e di fatti non casuale ma, purtroppo, come su detto dettato da una completa ignoranza storica.

Torno sul concetto che senza una conoscenza storica e della memoria non si va da nessuna parte. I nostri politici sono sprovvisti di questo necessario strumento della memoria e della conoscenza storica: in questo paese vivono migliaia (non decine ne centinaia ma migliaia) di cittadini italiani multietnici e cio' non da oggi. La multietnicita' di queste migliaia di italiani secolare forse anche bisecolare. Sono un lascito del colonialismo (chi ricorda questo termine?) italiano in Africa Orientale e sono italosomali, italoeritrei, italoetiopi. Per chi non conosce il termine significa che hanno un genitore italiano e uno somalo, un genitore eritreo e un italiano, un genitore etiope e uno italiano.

Per i nostri politicanti e' facile ignorare questi italiani e il loro censo di jus sanguinis (dunque individui di sangue italiano e non italiani per un mero passaggio burocratico di acquisizione della cittadinanza) dunque e' deducibile che questi governanti, purtroppo, sono ignoranti della storia.

Il fatto peggiore di questo paradosso italiano e' che queste migliaia di italiani sono privi di rappresentanza soggettiva ed oggettiva, questo fatto, imputabile anche a queste migliaia di italiani che fino ad oggi non si sono premurati di dotarsi una propria rappresentativita'. E' giunto il momento di porre rimedio a questo errore - non e' mai troppo tardi -, e vorrei spiegarvi questo concetto che ovviamente e' una opinione discutibile, rivedibile, opinabile, da condividere o non condividere. E' un opinione e basta.

Al di la' del galoppante razzismo che si sta instaurando in modo evidente e strisciante in Italia la popolazione multietnica italiana a sua volta aumenta, ci sono tantissimi italoafricani, italoasiatici, italosudamericani etc.  Si badi bene al concetto di "italo qualcos'altro" che ovviamente differente dall'essere cittadino italiano, 2G, immigrato, adottato ecc.

Specifico e spiego meglio i termini citati: 2G significa figlio di immigrati alla seconda generazione, questo non implica automaticamente che sia cittadino italiano ma potrebbe diventarlo e i suoi genitori sono comunque degli immigrati; immigrato e' qualsiasi cittadino di un paese terzo che si stabilisce nel territorio nazionale e che con la sua permanenza che si protrae nel tempo potrebbe acquisire la cittadinanza italiana; adottato infine un termine noto.

Il termine di italosomalo, invece, rappresenta un dimensione completamente diversa dai concetti su indicati, significa che scorre del sangue italiano nelle vene, non ha una cultura diversa o differente che non si deve adeguare, parla la lingua italiana, la maggioranza confessa la religione cattolica, vota come i 58 milioni di italiani, lavora e percepisce pensioni italiane, e' cassaintegrato come migliaia di operai, impiegati ecc. paga le tasse ed e' spesso iscritto al sindacato o ad un partito, hanno cognomi e nomi italianissimi pero'..... pero' l'italosomalo non e' politicamente rappresentato. Demanda le sue aspettative politiche a deputati e senatori che non sanno neanche chi sono e cosa siano gli italosomali, l'italoeritrei o italoetiopi. E' un errore ed e' un concetto sbagliato per questi individui. Logica vuole che o si e' cittadini di questo paese e bisogna essere degnamente rappresentati o siamo minoranza e dobbiamo essere tutelati appunto in quanto minoranza. Ma cosi' non e' in questo paese. Finche siamo dall'altra parte della cornetta siamo italiani all'evidenza delle sembianze sono classificato come un alieno catapultato nell'andamento della vita italiana che a sua volta si classifica come settentrionale, meridionale, isolano, o peggio, come padana, magna grecia, terronia.

In questo ciclone di confusione nazional televisivo, sembriamo ed assomigliamo ai neri americani, che inizialmente erano schiavizzati poi "liberati" che per comunque vivono in un America che ha dato maggiori chances a tutti quelli venuti dopo di loro. Noi ci ritroviamo ad essere una sorta di extracomunitari con il passaporto italiano comunque nei casi migliori in cittadini di serie B.

Intollerabile, come intollerabile che nel nostro parlamento ci siano un congolese (ovviamente divenuti cittadini italiani e nulla in contrario per la sua provenienza), una marocchina (catapultata sullo scranno per la faziosit contro gli islamici), palestinesi, siriani e chi pi ne ha pi ne metta. Alle europee stato candidato e eletto Magdi Allam (ora Cristiano di nome e di fatto) come "indipendente" ma, penso, molto indipendente anche dall'Italia. Tutto ci classifica i partiti come capi fiera della ostentazione esotica e non come se l'elezione dell'individuo ostentato rappresenti realt immigratorie in crescita o di soggetti da integrare nella cultura italiana e anche questo intollerabile. E' intollerabile tutto ci. Ancis in 14 anni ha percorso parecchia strada e siamo orgogliosi di questo percorso. Ovviamente ora necessario in maniera immediata attrezzarsi per contrastare questo andazzo/andamento disgustoso. Contro tutto ci va schierata la nostra intelligenza, conoscenza, capacit e metterci in prima linea per noi stessi. Va dunque elaborato e messo in atto un ampio progetto politico che ci rappresenti e che risponda alle esigenze delle migliaia di "italoqualchecosa" in modo inclusivo. Siamo tanti, abbiamo l'obbligo di percorrere questa nostra strada. E' ora di farla finita di dare delega a qualcuno che non ci merita, non ci conosce e non ci rappresenta. La realt che si sta imponendo la realt che l'Africa, l'Asia, il Sud America e altre zone geografiche sono il nuovo che avanza, sono il meticciato. Nel passato la comunit italosomala aveva fatto qualche tentativo di aggregazione, i tentativi sono tutti falliti. Ora tutto questo stato superato, siamo riusciti nella scommessa di aggregare la comunit (in verit ogni tanto ci sono ancora alcune sbandate, ma confidiamo in una crescita che elimini questi nei), il gruppo che ha fatto questo lavoro associativo ha fatto un buon lavoro. 

Il meticciato una realt partita qualche secolo fa, come su detto, con la prepotenza e soprafazione, la prevaricazione e l'imposizione coloniale. Ci aveva duramente colpito questo dolcissimo frutto del meticciato, facendolo credere prima come si tenta di far credere ora, come fosse un frutto proibito e velenoso. Fu un gravissimo errore per i "razzisti" nazisti e fascisti che avevano promulgato le leggi sulla diversit razziale e pensato ad instaurare supremazie che oggi vengono clamorosamente smentite anche dalla genetica ma bisogna sempre stare attenti in quanto la madre dell'idiota , purtroppo, sempre incinta. Peggio per lei.

Nel nostro piccolo, (scrivevo il 20 gennaio scorso con il giuramento di Obama) come comunit, questo percorso di consapevolezza lo abbiamo intrapreso e siamo fieri di portare avanti un progetto di fratellanza, di coesione, di mutuo soccorso e di sana dialettica interna. Ora dobbiamo e bisogna passare anche al progetto politico. Dobbiamo scardinare questo SISTEMA falso e becero da dentro. E' necessario far partire irreversibilmente la rappresentativit della rivoluzione meticcia  con buona pace ai politici razzisti del passato, presente e futuro.

Su questo argomento ci aspettiamo un ampio dibattito prima di aprire il vero e proprio percorso proposto.

Gianni Mari

Ancis - 2009