Lunedì, 03 Novembre, 2008

 

ANCIS / RIUNIONI

Roma, Alessandria, Parma

Credere nel proprio valore.

          Abbiamo avuto nel mese di Ottobre un grande, grandissimo ciclo di incontri, questo è il primo evento in assoluto di riunioni e ha avuto un ampio seguito.

           Ci siamo rivisti dopo tanti anni in molti, abbiamo parlato, abbiamo dato anche alcune informative sullo stato dell'arte. Ringrazio, innanzi tutto, il gruppo dirigente interamente, per l'ampio lavoro svolto: per l'organizzazione, le trasferte, l'impegno, lo sforzo e tutto il resto. Ringrazio particolarmente Lucia Fancetti e Giorgio Gigli (anche gli altri che hanno lavorato sottotraccia) per la copertura che hanno dato a Alessandria e Parma. Ringrazio tutti i partecipanti alle riunioni infine e non per ultimo vi ringrazio di esistere. Grazie di cuore a tutti voi che siete la mia grande famiglia. Personalmente ed idealmente saluto anche coloro che non erano presenti per vari motivi alle riunioni che sono tutti nel nostro cuore, nei nostri pensieri e nelle nostre preoccupazioni.
Nell'occasione rivolgo un pensiero affettuoso e particolare a tutti i ragazzi e ragazze che non stanno più con noi, tutti coloro che sono venuti a mancare  recentemente o in quelli morti tanto tempo fa.

          Parto da lontano per arrivare a questi giorni di Ottobre, un autunno mite che ci ha dato giornate di grandi soddisfazioni e che ci porta ai ricordi dell' inizio di questa avventura. Prima di noi dell'Ancis, nei primi anni 60 ci avevano provato altri fratelli/sorelle a cercare di far quadrare la situazione della nostra "tribù", cito Vitali, Russo, Mariangeli, ma non si è mai giunti a far cerchio per tutta la comunità.  Le persone intelligenti sono veramente individui difficili da far andare d'accordo; c'era e c'è ancora una componente variabile, molto variabile che rende suscettibile, sospettosi, rissosi questi elementi. Questi presupposti facevano temere e fa tremare i polsi a chiunque si avventuri a tenere insieme gli italo somali per procedere in un percorso comune a persone intelligenti com'è la nostra gente. Era un perenne conflitto per un bicchiere mezzo vuoto mezzo pieno, non si trovava soluzione.

         Nel passato, appunto, coloro che avevano tentato di dare una base e un sostegno fra la comunità aveva sempre fallito. Avevano cercato di creare una società di mutuo soccorso e chi aveva possibilità e un lavoro metteva delle quote di denaro per aiutare gli sfortunati, un buon progetto ma non fu attuato nei fatti.  La nostra idea invece è partita da analogo episodio tentato negli anni 70 da Mariangeli di fare associazione ma non ci fu neanche in quel caso la nascita dell'associazione che poi si tradusse in fine anni 90 in un altra disgraziata associazione che lasciò degli stupidi strascichi che ancora ogni tanto insorgono e vengono blanditi a mo' di ricordo fallimentare.

          Il fatto interessante è comunque vedere che tutto ciò partiva da esigenze inconsce di tutti per avere un progetto di aggregazione comune che in un certo qual modo faceva o tentava di far cerchio per creare un'associazione. Nel contempo rimanevano da superare ostacoli immani ed immensi esempio era quando ci si metteva a tavolino per fare uno statuto su cui cucire il vestito dell'associazione.

Mi ricordo che quando partimmo, le prime riunioni per tentare di scrivere uno statuto, sul tavolo c'erano ben tre statuti, uno diverso dall'altro, poi si è deciso di fondere i tre statuti in un unico documento, eravamo nel 1995. Incontri in ristorante a Milano, incontri in assemblea a Roma, incontri di qua, incontri di là e sapete perché? Perché non riuscivamo a trovare la definizione per indicare i soci o come definire gli italosomali.
Ancis naque il 5 Luglio 1996, quasi un anno dopo, e questo fatto è sintomatico sul nostro carattere ma dal momento che avevamo raggiunto un accordo (l'obiettivo era sostanzialmente e necessariamente avere un associazione ed era un esigenza di tutti ancora oggi non ho capito il perché abbiamo impiegato così tanto tempo per creare un associazione).

           Onestà vuole, però, che nel momento preciso in cui si raggiunse una bozza definitiva di statuto Ancis, tutti ma tutti i partecipanti come padri fondatori sborsarono le 100.000 lire senza battere ciglio. Raccogliemmo 1.850.000 lire, 1.100.000 ci pagammo il notaio e cominciammo a lavorare.

            Idee ce n'erano tante ma risultati … pochi, morale altissimo comunque e senza perdere fiducia armati di tanto ottimismo - fuori luogo - ci inoltrammo nella selva delle fronde istituzionali e perlopiù senza avere nessun obiettivo rilevante e neanche argomenti di dibattito. Nel primo incontro alla Farnesina ci andammo in quattro: Fancetti, io, Marvona e Murat. Il Consigliere Corti, che incontrammo nell' occasione del battesimo Ancis, non riuscendo a capire le nostre richieste (!) ci offrì la proposta, la sua proposta: viste le nostre conoscenze della Somalia se eravamo disposti a fare lavoro di intelligence. Ci siamo guardati in faccia tutti e quattro. Roba da matti.

            Per non anticipare tutti gli episodi iniziali della vita Ancis che Lucia sta scrivendo in un libro che vedrà la luce nel 50nnario della fine dell'AFIS, il 30 giugno 2010, voglio andare al punto di questa lettera aperta che vi sto mandando.

Torno a questo splendido Ottobre e non voglio pensare ch'è splendido semplicemente perché c'è sentore di pecunia. Se così fosse è tutto errato, perché non si è capito nulla del lavoro fin qui svolto da ANCIS:

 

l        Ci interessa sapere che abbiamo creato consapevolezza delle nostre forze; un gruppo compatto che crede nelle proprie idee; capisce e comprende che siamo unici e, che abbiamo avuto il privilegio e la sventura di aver vissuto un preciso periodo storico, irripetibile. Vogliamo (si esattamente VOGLIAMO, voce del verbo volere quello che non cresce neanche nel giardino dei re) creare qualcosa che rimarrà e sopravvivrà a noi. Qualcosa che servirà ai nostri figli, nipoti. Vogliamo creare memoria affinché non si ripeta ( ricordare che siamo un numero circoscritto di persone) quello che abbiamo subito in Somalia e in Italia (a tal proposito leggere il sito dell'associazione dei popoli minacciati sotto la voce, "Le tristi conseguenze della politica coloniale e post-coloniale italiana"
http://www.gfbv.it/3dossier/africa/somalita.html
);

l        Se ci sarà pecunia e perché qualcuno ha trovato una falla in cui incunearsi. E' statosvolto un compito e un lavoro difficile ma "intelligentemente". E' necessario sapere e lo ribadiamo che nessuno ti regala niente o perché sei bello ti concede un vitalizio.  E' stato fatto un duro lavoro su fatti oggettivi che ora è a disposizione della Comunità;

       Capire ciò, ci porta a riflettere sui tutti i percorsi battuti e perseguiti dai fondatori Ancis;

l       In questi incontri ci siamo contati e siamo stati circa 130 persone, qualcuno ha partecipato a più incontri. In assoluto è la prima volta, come in assoluto abbiamo avuto il record del pagamento delle quote associative che erano fissate in 50,00 €.

Con rammarico, però, nelle nostre liste siamo circa 650 persone e i numeri che stiamo citando non mi tornano. 
Qualcuno si nasconde o non vuol capire il valore del momento dunque vi diciamo uscite fuori e unitevi a noi;

l       Un momento di auto esamina da parte di chi non partecipa a questo grande momento è necessario. Non si può delegare tutto agli altri, ci vuole ed è necessaria partecipazione nella causa comune e dobbiamo remare verso obiettivi realizzabili che servano ai posteri più che a noi.

     Va aperto un credito generazionale per le prossime leve del nostro iniziale Melting Pot. Siamo stati l'avanguardia e l'inizio di una ricchezza culturale che oggi si sta diffondendo globalmente, siamo il meticciato, avanza il meticciato e a sostegno delle mie tesi cito il caso della Presidenza degli Stati Uniti (modestamente). 

 

Dunque credere nel nostro immenso valore di mix italo somalo è la più grande ricchezza che si possa avere e molti questo fatto se lo sognano. Dobbiamo credere nel nostro valore di persone, persone intelligenti che finalmente abbandonano le futilità bisogna prendere credere nelle proprie possibilità.

Orgogliosamente, vi posso dire che siamo cresciuti e andiamo avanti insieme, uniti. Questa è la vera ed unica forza che abbiamo.

 

PS.: Com'era prevedibile, alla chiusura dell'ultima riunione, Domenica 26 a Parma, Martedì 28 abbiamo avuto due splendide notizie. E' stata assegnata alla 6^ Commissione del Tesoro il DDL dei beni degli italiani persi in Somalia (riguarderà tutti gli italiani anche se il lavoro è di Ancis, pazienza) è in Commissione di valutazione sarà Ancis l'Associazione di riferimento.

La seconda meravigliosa notizia è sempre del 28 ottobre ................................................ andate nell'area riservata

 

Meditate su quanto è stato detto.

Un abbraccio a tutti.

 

Gianni Mari

03.11.2008

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