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Comunicazione ANCIS
Qui di seguito è riportata la comunicazione
dell'avv. patrocinante, desidero chiarire che a mio
parere la causa sia esclusivamente di attinenza ai
profughi aventi attestato e non indistintamente tutti i
soggetti italosomali. Percuì, comunico a tutti coloro
che non sono profughi di non inviare ne documenti ne la
quota di Euro 100,00 necessari per l'apertura della
causa singola. Questo aspetto è importante farlo sapere
e comunicare alla Comunità. Chiunque per errore abbia
inviato questa somma e i suoi documenti verranno resi
indietro. Leggere attentamente i due allegati ANCIS,
special modo lo scritto comunicazione aggiornato al 4
Aprile 2011 come
riportati sotto:
Gianni Mari
Comunicazione INPS
Coordinate Soci Ancis
Ulteriore comunicazione dell'avvocato a seguito del
nostro colloquio del 4 Aprile 2011.
Comunicazione dell'avv. Sotirovic
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Salve a tutti,
Desidero presentarmi, sono l’avv. Paolo Sotirovic del
Foro di Roma. Sono un vostro amico e fratello, mi onoro
di essere il vostro difensore in questa dura battaglia
che stiamo affrontando contro lo Stato italiano. E’
ormai giunto il momento di tirare fuori gli artigli. Da
oltre 60 anni la vostra comunità subisce le più svariate
ingiustizie sia dal punto di vista morale che materiale.
Finora, nonostante l’impegno profuso, da tutti voi,
avete ottenuto solo belle promesse, buoni intenti ma
nulla di effettivamente tangibile che soddisfi le vostre
giustissime richieste.
Dal giorno in cui mi è stato affidato l’incarico di
valutare la vostra situazione dal punto di vista
processuale, mi sono dedicato ad analizzare in
profondità quanto è accaduto, per meglio comprendere gli
avvenimenti che hanno prodotto innumerevoli ingiustizie
e prevaricazioni verso voi tutti. Senza entrare nei
particolari, desidero solo sottolineare un aspetto
fondamentale che si è evidenziato nel percorso
valutativo al fine di promuovere una causa a
salvaguardia dei vostri inalienabili diritti: nessuna
norma attualmente esistente nella legislazione italiana
garantisce agli italo – somali, profughi e non, un
giusto riconoscimento provvidenziale ai fini
pensionistici. Ciò sta a significare che lo Stato
italiano non ha tenuto in nessun conto della vostra
situazioni al pari di altri gruppi etnici quali i libici
e gli albanesi, ecc., comunità ai quali è stata
garantita la pensione su basi legislative che sono state
attuate a loro esclusivo vantaggio. Da tutto ciò ne
consegue che, nonostante la vostra comunità abbia gli
stessi diritti degli albanesi e dei libici, il
legislatore non ha ritenuto che voi foste degni di
ottenere un medesimo provvedimento, con la conseguenza
che si è prodotta una tangibile discriminazione, con il
risultato che si è violato un principio fondamentale
della Costituzione italiana: l’art. 3 che recita “Tutti
i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali
davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di
razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,
di condizioni personali e sociali.”. Alla luce di tali
accadimenti l’azione legale che è in fase di lancio, è
rivolta a conseguire, attraverso una dichiarazione di
anticostituzionalità, in violazione del principio di
uguaglianza, una sentenza che obblighi lo Stato ad
emanare una norma che tenga conto anche delle esigenze
di tutti gli italo – somali, profughi e non, i quali
hanno il diritto di ottenere gli stessi privilegi che
sono stati garantiti agli altri gruppi etnici. La vostra
comunità non può essere trattata dallo Stato Italiano
come se foste dei cittadini di serie B. E’ ora di
finirla, è necessario che gli organi statali si pongano
come obbiettivo di sanare una situazione che per troppo
tempo non ha trovato soluzioni. Allo stato attuale sono
certo che il Governo non ha voluto prendere per mano la
vostra situazione per una sorta di pudore che sconfina
nella vergogna, per il fatto che nei vostri confronti lo
Stato Italiano, tramite i suoi organismi di potere, in
un periodo in cui era già da tempo proclamata la
Repubblica, ha commesso innumerevoli fatti riprovevoli
ed intollerabili per un paese che si definisce
democratico, fatti che sono certamente perseguibili
penalmente. A tal proposito vi comunico, fin d’ora, che
sto valutando insieme ai miei collaboratori, i mezzi da
adottare per conseguire un giusto riconoscimento, sia
dal punto di vista morale, con le conseguenti scuse
formali da parte dello Stato verso voi tutti, sia un
tangibile riscontro economico per i danni provocati a
tutta la comunità italo – somala.
E’ all’orizzonte la prima importante battaglia da
vincere, ma sicuramente il mio ed il vostro principale
obbiettivo è trionfare aggiudicandoci la guerra. Non
lasceremo nulla di intentato e mi avallerò di tutte le
risorse a mia disposizione. L’esperienza ed il prestigio
che ho conseguito in oltre 30 anni di attività
professionale mi ha portato a coinvolgere in questa
controversia uno degli studi professionali più
qualificati di Roma.
Per una dirompente azione giudiziaria è indispensabile
che la comunità intera, nessuno escluso, partecipi con
la propria adesione alla causa che verrà avviata nei
prossimi giorni, non appena avremo raccolto le procure
necessarie. Essere uniti fa FORZA! |
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Va scritto
nuovamente per puntualizzare definitivamente di
quali documenti ho assoluta necessità che mi
pervengano in copia, senza dei quali non posso
inserire il nominativo tra i ricorrenti. Bisogna tra
l’atro precisare che tutti gli italo-somali anche
facenti parte della stessa famiglia, profughi e non,
devono aderire alla causa. Più adesioni riusciamo a
raccogliere più forte sarà l’impatto nei confronti
delle istituzioni e dei giudici che si troveranno a
decidere le sorti di un gruppo consistente di
cittadini italiani
1.
Procura firmata
(scaricare documento)
2.
Documento di riconoscimento (Fotocopia C.identità,passaporto,patente)
3.
Certificato di residenza e di famiglia in carta
semplice
4.
Situazione previdenziale per chi ha fatto versamenti
o è già in pensione
5.
Attestato di profugo (in fotocopia)
6.
Numero telefonico (Fisso o Cellulare)
Sarebbe
utile, per una migliore comprensione delle
incombenze da svolgere, sulle modalità a cui si deve
attenere per la spedizione dei documenti, non oltre
il 25 aprile (posta celere presso il mio domicilio
in Via Calpurnio Fiamma, 142 – 00175 Roma) e
precisare che i gli stessi devono essere in copia e
non in originale (alcuni mi hanno chiesto come fanno
a spedirmi i loro documenti personali autentici, non
c'è questa necessità). Inoltre, spiegare che la
firma sulla procura non va autenticata dinanzi ad un
pubblico ufficiale per i residenti in Italia per
quelli all'estero va fatta l'autenticazione presso
il Consolato italiano per coloro. Con
l’occasione si informa che per qualsiasi
necessità mi si può scrivere presso la mia email:
sotirovic@hotmail.it, oppure telefonarmi al n°
380.816.44.84.
Va precisato che il denaro per le
spese deve essere fatto recapitare direttamente
presso il C/C Ancis o contattare
amministrazione.ancis@gmail.com.
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