Comunità somala in Inghilterra.

Per presenza in Gran Bretagna, i Somali sono una fra le più antiche Comunità africane. Vi sono Comunità nelle città portuali di Cardiff, Liverpool, e del sud di Londra. Malgrado la lunga presenza in Gran Bretagna, la comunità è poca conosciuta e poco è stato scritto di loro. Il termine somalo o Somalia è un retaggio adottato soltanto nel diciannovesimo secolo, prima i somali  preferivano usare il nome del loro clan (Darood, Isaaq, Dir, Hawiye, Digil, Rahanweyn). Il nome somalo si pensa derivi dalla parola 'So mal', che significa 'mungi' e si riferisce alla stile di vita pastorale comune a tutti i somali. I somali vivono e occupano grande parte del corno d'Africa, tra cui la Repubblica Somala. Molti Somali vivono nel Kenya del nordest (NFD), la regione dell’Ogaden, oggi situata nell'Etiopia sudorientale e, nella Repubblica di Djibouti. Storicamente e commercialmente la Somalia, è nota fin dai lontani tempi dei Faraoni egiziani (sono state trovate anfore di fattura mesopotama e mediorientali lungo le coste somale. La Somalia del Nord era stata fortemente influenzata dal regno della regina di Saba del vicino Yemen. Culturalmente l’influenza iniziale era a prevalenza persiana ed araba e in seguito dell’Islam, religione che si è sviluppata lungo le coste del litorale, adottato fra l’anno 800/1000; le leggende dicono che hanno portato a fondersi con le popolazioni dell’interno verso il 1200. Da qui in poi tutti i clans somali seguono tradizionalmente la loro ascendenza proveniente dai due fratelli Samaal e Sab. Durante i successivi quattro secoli i somali sono avanzati verso est a Djibouti e nell'Etiopia, e nel sud in Kenya orientale. Hanno conquistato e assorbito i Galla e le popolazioni Bantù del Sud nel corso della loro espansione. La popolazione somala è principalmente basata in società clan-pastorali. Tuttavia, vi sono alcune eccezioni. La gente di Zeila, nella Somalia del Nord, conosciuta come Zelawi, è una popolazione d’origine somala, etiope e araba. Sono noti come popolazione a se stante fin dai tempi dell'occupazione Persiana e gli Arabi del sud (yemeniti). I Zelawi, hanno una storia di commercio marittimo con i Greci, i Romani e con l'India del sud. Vetro lavorato romano è stato trovato nel nordest della Somalia a riprova di questo legame commerciale. Il nordest della Somalia era conosciuto dagli antichi Romani come il “capo delle spezie”, tal fatto è verosimile perché i commercianti indiani avevano portato nella zona le loro spezie in cambio di vetro e d’olio di oliva romano. La Somalia del Nord era sicuramente la fonte di due prodotti che erano stimati nel mondo antico che erano il 'maidi' una resina di un tipo d’albero dell’incenso (Boswellia somalo), conosciuto come 'yagar' in somalo e il 'molmol', una resina da un albero chiamato 'didin' in somalo, ch’è una varietà di mirra (myrrha Commiphora).

Marinai somali sulla tolda della HMS Venus nella Iì Guerra Mondiale

Moschea Al Huda, a Bethnal Green.

Con l'aumento del cristianesimo e dell’islam, la richiesta d’incenso è diminuita. Nel quattordicesimo secolo Zeila si era trasformata in un mercato di carne e di pesci secchi per le navi che commerciavano fra il Mar Rosso e l'Oceano Indiano. Il declino nell'impero arabo è stato contrassegnato dall'arrivo dei Turchi a Zeila nel 1500.

Ci sono pochi buoni ancoraggi naturali lungo il litorale della Somalia. Le due eccezioni sono Berbera nel nord della Somalia e Brava nel sud. Entrambe offrono protezione e un buon ancoraggio durante i mesi del monsone. Berbera è probabilmente la città accennata in un testo cinese del 9°secolo come 'Po-pali-pali’, la terra dell'avorio, dell’ambra grigia e degli schiavi. Benchè il riferimento suggerisca che i nativi del ‘Po-pali-pali' erano dei pastori, non vi era menzione della religione dell’islam. Berbera era inoltre un importante centro l'esportazione della mirra. Il nome cinese per indicare la mirra è 'moyao' e può essere lo stesso usato dai somali originariamente.

Mogadiscio, la capitale della Somalia, non è un porto naturale o un approdo per le navi durante i monsoni. L'esploratore marocchino Ibn Batuta ha accennato nel quattordicesimo secolo che i tipici dhows dall'Arabia già trafficavano lungo le rotte della costa somala anche con i piccoli 'sumbuco'. Malgrado la mancanza di buon porto Mogadiscio, era un importante porto nell’undicesimo e dodicesimo secolo. In quel periodo gli arabi controllavano il flusso d’oro dell'Africa sud orientale e d’avorio dall'Africa orientale. Nel tredicesimo secolo Mogadiscio perse molto del suo potenziale commerciale navale verso le meglio protette anse  dell'Africa orientale dei Swahili (Kenya). Tuttavia, Mogadiscio era un approdo navale privilegiato per le flotte imperiali cinesi che avevano persino inviato un ambasciatore dalla Cina nel 1416 fino al 1419. Nella città di Brava prevalentemente abitata da pescatori, marinai e commercianti conosciuti come Amarani. Questa Comunità parla una forma di Kiswahili conosciuta come Chimbalazi o Chimini. Fonti portoghesi citano un documento Swahili conosciuto come il patè Chronicle, di metà del secolo 16°, cita che alcuni abitanti di Brava parlavano Kiswahili e sono stati costretti a navigare fino all'isola del patè nell'arcipelago di Lamu nel Kenya, ciò era forse dovuto l'arrivo dei somali lungo la costa di Brava. Lungo il litorale Sud, vicino al confine con il Kenia e sulle isole, vivono i Bajuni. Questa popolazione parla un dialetto Kiswahili ed ha una coltura radicata di pesca e con una forte tradizione legata al mare. I Bajuni hanno commerciato con la dinastia cinese dei Ming (1368-1644), la merce oggetto del commercio era gusci di tartaruge marine, pinne di squali e cetrioli di mare. I Bajuni hanno alcune caratteristiche culturali che suggeriscono collegamenti con l'Indonesia. Questi aspetti peculiari sono la coltura della banana e della noce di cocco, le barche aventi fogge Malesiane-Polinesiane e metodi di tessitura e di filanda simili.

I Portoghesi sono giunti alla fine del quindicesimo secolo con Vasco Da Gama. Avevano intrapreso una serie d’attacchi lungo le coste somale culminati negli eventi del bombardamento di Mogadiscio nel 1499; Brava sotto giurisdizione e protezione portoghese nel 1503; Zeila messa a fuoco nel 1516; Berbera saccheggiata nel 1518.

Malgrado questa serie d’attacchi il controllo portoghese sul territorio non era totale, i somali nella metà del 16° secolo avevano colonizzato e avevano raggiunto l'arcipelago di Lamu, nel Kenya inflenzandolo culturalmente. All’inizio del 20esimo secolo c’erano alcuni quartieri della città di Mogadiscio che era stata abitata dai marinai e dai commercianti portoghesi e alcuni di questi commercianti avevano ascendenze portoghesi o indiane.

Il Protettorato Britannico e i primi contatti inglesi. Gli Inglesi vennero in contatto con i somali lungo la costa nordica della Somalia nel diciannovesimo secolo. Da lì si sviluppò il commercio e i trasporti fra Europa, l'India, via Mar Rosso. Nel 1827 i Britannici firmarono un trattato commerciale con Berbera, nel 1839 i Britannici entrarono in possesso del porto d’Aden, nello Yemen. Da lì ci furono le spedizioni di Johnstone a Berbera nel 1842, di Burton a Harar nel 1854. Nel 1855, ulteriori trattati erano stati firmati fra i Britannici ed i Somali. A metà del diciannovesimo secolo il litorale del Nord era sotto il controllo dell'Egitto. Tuttavia, a seguito della guerra Anglo-Egiziana e della caduta di Khartum (Sudan), gli Egiziani lasciarono la Somalia del Nord. Le truppe britanniche del presidio di Aden  occuparono le città di Zeila e Berbera nel 1884. Da quella data fino al gennaio 1885 il governo britannico ha preso parte sotto la loro protezione ai trattati con tutte le tribù somale. La zona occupata è stata denominata British Somaliland. Dal diciassettesimo secolo il litorale del Benadir e il sud della Somalia era sotto controllo nominale del Sultano di Zanzibar. Nel 1881, l’Imperial British East l'African Company (IBEAC) aveva affittato il Benadir e il litorale dal Zanzibar.

Tuttavia quando IBEAC, fallì il governo britannico sub-affitto il litorale del Benadir e del fiume Juba all’Italia nel 1889. Questa regione fu denominata Somalia italiana. Nel 1897, la zona occupata dalla popolazione somala era stata divisa dai trattati intercorsi fra Etiopia, Francia, Italia e la Gran Bretagna. La divisione completa del territorio che comprendeva una popolazione unica a partire dalla religione, lingua, cultura ha comportato atti di sommossa che presero la forma di guerra o di Jihad religiosa, guidata da Seyyid Mohammed Abdullah Hassan nel 1899. I Britannici chiamarono Seyid M. A. Hassan 'il Mullah pazzo'. Il controllo totale del Somaliland fu pienamente realizzato dagli inglesi soltanto nel 1920, dopo la sconfitta di Sayyid Mohamed A. Hassan. Il 26 giugno 1960 la repubblica della Somalia era diventata indipendente unificando il Somaliland con la Somalia italiana.

Lavoratori portuali e marittimi. La messa in funzione della stazione carbonifera nell'isola di Perim, vicino a Aden nello Yemen, ha significato necessità di operai per scaricare, stoccare il carbone britannico utile per le navi a vapore. I Somali furono riconosciuti come una delle poche Comunità locali dell’area che volevano lavorare come operai fuochisti e come vigili del fuoco a bordo delle navi. I somali venivano ingaggiati per la campagna che la marina reale britannica attuava collegata all’antischiavismo. Dal 1881 la marina reale ha impiegato i Somali come  interpreti nella lotta dell’antischiavismo in Africa orientale. Operavano da Aden, dalla stazione navale britannica nella Somalia del Nord (o Somaliland) e da una base di fanteria della marina ubicata in Bombay, India. Nel 1840 l'azienda orientale (P&o) lanciò un nuovo servizio passeggeri e posta da Londra per l’India, via Egitto. Il servizio era operato con un itinerario terrestre dalla valle del Nilo al Mare Rosso, prosecuzione con le navi “Hindostan” o “Bentick” fino a  Aden. Da Aden proseguiva nell'Oceano Indiano direzione Ceylon (Sri Lanka), arrivo terminale al porto indiano di Calcutta. Con la fine della navigazione a vela e l'aumento del trasporto a vapore c’era stata una considerevole diminuzione della forza di lavoro nella marina mercantile britannica. Erano ben pochi i marinai Britannici che desideravano lavorare nelle stive calde e sporche delle navi a vapore. I somali dal Somaliland britannico erano reclutati e portati a Aden dalle aziende di trasporto ed erano molto popolari come fuochisti, per ciò erano uno dei pochi gruppi etnici che potevano servire a lavorare nelle stive a vapore, tra l’altro, sopportando le alte temperature atmosferiche del mare rosso e delle stive. Nel 1856, quando la British Indian Steam Navigation Company (BINSC) aveva reso operativa la sede dell’Oceano Indiano a Calcutta, era ancora in atto una forte domanda di fuochisti e di marittimi somali. Il canale di Suez venne aperto nel 1869 il numero delle navi a vapore che navigavano attraverso il Mar Rosso era aumentato. Molte altre imprese di navigazione marittime e di trasporto avevano cominciato ad impiegare fuochisti somali. I Somali venivano assunti con gli stipendi da 'coolie', stipendi inferiori del 25% alla paga standard dei marinai britannici.

Nel 1905, con la Compagnia del Benadir (italiana) era stata reso operativo un servizio postale mensile attuato con vaporetti che raggiungevano Aden, le coste del Benadir di Merca, Mogadiscio e Zanzibar. Questo ulteriore servizio offriva opportunità d’imbarco anche ai somali delle regioni del sud. In tali regioni prevalentemente c’erano pochi lavori marittimi, nel 1907 non c’erano arsenali, rimessaggi o imprese navali nel Somaliland. Tuttavia, i Somali assunti a Aden sulle navi reali della marina britannica come marinai fin dalla prima guerra mondiale erano numerosi. Gli ex soldati somali che avevano servito le forze britanniche durante la seconda guerra mondiale era stato offerto lavoro sulle navi reali della marina commerciale. Molti Somali hanno continuato a lavorare con le compagnie di trasporto mercantili britanniche, specialmente nelle compagnie che navigavano nell'Oceano Indiano o nell'Estremo-Oriente.

Somali nei sobborghi e nei bacini di Londra

Secondo una legge promulgata in GB nel 1894 attinente i lavori nell'industria marittima,  tale legge poneva restrizioni per alcuni tipi di maestranze. Ciò ha significato per molti Somali il non potersi più muovere dai loro lavori presso i bacini portuali di Londra. Alcuni marinai somali si erano stabiliti definitivamente nel Regno Unito uniti con contratti d’imbarco stipulati prima della prima guerra mondiale. Di conseguenza era aumentato il numero di Somali a Londra dopo la guerra. Principalmente i marinai erano sistemati in Stepney, Poplar, East e West Ham.

La vita per la comunità somala a Londra era difficile. Pochi somali parlavano molto bene l’inglese e, come altri marinai neri ed asiatici, subirono numerose aggressioni e attacchi durante gli anni della recessione che seguirono la prima guerra mondiale. Nel 1919 e nel 1930 ci sono stati tumulti e aggressioni ai marinai neri ed asiatici in molti porti britannici. A Londra l'unione britannica dei fascisti (BUF) guidata da Oswald Mosley era particolarmente attiva nella zona orientale di Londra ove erano situati uffici della dogana, dove probabilmente più di qualche somalo aveva subito delle aggressioni. Nel 1936 un gruppo misto di marinai, portuali somali e alcuni orientali, si erano organizzati nell'opposizione al BUF in un evento che fu conosciuto come la battaglia di Cabble Street. Benché, l'evento non aveva rimosso il BUF dal suo estremismo e dalla sua intolleranza aveva limitato l’influenza della sua politica verso i somali. Molti marinai somali hanno fatto parte marina mercantile nella seconda guerra mondiale, ciò malgrado le ostilità che subivano in Gran Bretagna. Servivano sulle navi di Sua Maestà in Asia sud orientale ed in Africa del nord.

Mogadiscio. Un acquerello del 1876  al British Museum di Londra 

Durante la seconda guerra mondiale i Britannici furono scacciati dal Somaliland dall’offensiva degli italiani, che avevano attaccato dalla Somalia italiana. La gestione militare britannica fu estromessa è furono introdotte nella zona nel 1941 leggi italiane, infine con la fine della guerra e a seguito della sconfitta del fascismo il Somaliland e la Somalia italiana sono state trasformate in un protettorato britannico.

L'aumento dell'occupazione somala nella marina mercantile britannica e la scarsità di forza di lavoro in Gran Bretagna nel dopoguerra ha indotto molti ex-marinai somali a lavorare per alcuni anni in Gran Bretagna. L'East End di Londra ha attratto molti di questi uomini che sono stati conosciuti come 'Fortune man o uomini di fortuna'. Avendo inteso rinviare il ritorno in Africa, questi somali erano lenti ad organizzarsi però, una piccola Comunità si era sviluppata intorno a Lemen Steeet, con cinque ristoranti che approvvigionavano la Comunità somala. Negli anni 50 da Brocklebank Line alcuni di questi somali sono partiti dall'Inghilterra via nave e tramite il canale di Suez sono ritornati a Berbera facendo il viaggio una volta al mese fra ottobre e aprile. C’era un servizio settimanale da Berbera a Aden, che era il secondo in termini di importanza marittima soltanto a New York come porto del mondo. Oltre ai marinai somali che andavano e venivano a Londra giunsero anche molti allievi marittimi.

Il 26 giugno 1960 la Repubblica del Somaliland divenne indipendente e il 1° Luglio fu proclamata congiuntamente alla Somalia italiana l’indipendenza. Negli anni 70 erano circa 20.000 i somali che vivevano a Aden. La prima ondata di rifugiati è arrivata a Londra verso la fine degli anni 80, era costituita prevalentemente dai clan Isaaq del ex Somaliland britannico. Questa gente era giunta in Inghilterra proveniente dagli accampamenti profughi dell’Etiopia e Djibouti. Si sono lentamente posti e andati ad alloggiare accanto agli ex marinai che vivevano nell’East End. Negli anni 90 si stimava che i rifugiati somali erano valutati circa  100.000 tra quelli presenti in Inghilterra e a Aden. Stavano fuggendo dal conflitto civile che era scoppiato nel 1991 in Somalia; fuggivano dalle dispute precedenti di confine, tra il regime di Siad Barre e l’Etiopia; la siccità e la carestia degli anni 90 che aveva provocato la morte di oltre un milione di somali nell’Ogaden. Poi, è succeduta una seconda ondata di rifugiati, molte delle persone di questa seconda ondata inizialmente avevano cercato rifugio in Etiopia e Kenia. Provenivano dalla Migiurtinia ed erano del clan dei Darod perseguiti dal governo di Siad Barre anche egli un Darod. Questi rifugiati furono o si trasferirono in Italia e nel Canada.

Città So maal in Inghilterra

Si valuta che oggi ci sono 70.000 somali a Londra, il gruppo più grande vive in città e circa 10.000 persone nei piccoli paesi limitrofi. La maggior parte della popolazione somala di Londra è concentrata nell'est e nordest della città. Lungo il miglio di strada delimitato fra le stazioni sotterranee di Bethnal e di Whitechapel è considerata e conosciuta nella zona come 'una città di Somaal'. Nella strada c’è una moschea e un centro culturale e sempre nel ambito delle via vi sono negozi e  ristoranti di proprietà somala. Un caffè Internet 'nella città di So maal 'aiuta la Comunità somala a East Londra a restare in contatto con la famiglia e gli amici all'estero. C’è persino una Comunità somala distinta di Bravanesi con i loro caratteristici richiami in Chimini. Inoltre esiste una Comunità somala a sud del Tamigi, è basata in Thamesmead, in Plumstead, in Woolwich ed in Erith. Nella Comunità di Plumstead è presente un moschea e un centro culturale islamico. C’è un fornito mercato e molti depositi somali di fast-food che servono la Comunità a Woolwich.