Camilla Bini, un mistero a cui le autorità investigative non vogliono o non hanno potuto dare una fine. Dubbi e incertezze della Polizia torinese. E' stata uccisa o no? Che fine ha fatto?
La sua famiglia non la può piangere neppure in una tomba.
Il mistero di Paolo Stroppiana, suo collega alla Bolaffi e suo presunto fidanzato. Almeno tre donne sono scomparse vicino a questo personaggio definito dai giudici “incline alla violenza” e “privo di quei valori etici che connotano il buon cittadino”. Allora perchè non si riesce dare una soluzione alla vicenda di Camilla e alla sua famiglia?
 
Di lei rimangono le fotografie in cui è ritratta, sempre con un radioso e splendido sorriso. Solo un ricordo: uno splendido sorriso.


 

34 anni (al momento della scomparsa)
Scomparsa da: Torino
Data della scomparsa: 8 agosto 1989

Tempo di vacanze, tempo di divertimento, anche per Camilla. Lei, Camilla, doveva partire per la Puglia. Infatti è così per tutti i suoi conoscenti e famigliari: l'otto agosto, preparati i bagagli, esce di casa e via, verso il mare. O almeno è questo che credono i suoi amici e i suoi genitori.
Poi, finita l’estate, quando le prime piogge avvertono il cambio di stagione, l’allarme: di Camilla non c’è più traccia.
I primi ad accorgersi della sua scomparsa sono i colleghi di lavoro. Quel lunedì doveva essere lì con loro, e che non ci sia è strano. Anche i genitori non sanno darsi spiegazioni. Camilla Bini, 34 anni al momento della sua scomparsa, dovrebbe avere 52 anni ora, italosomala, trapiantata a Torino è misteriosamente scomparsa a l'8 agosto del 1989.

Si era trasferita in Italia dalla Somalia all'età di 12 anni. Dopo aver trovato un buon impiego presso la Bolaffi Francobolli di Torino, aveva deciso di andare a vivere da sola. Tranquilla e riservata, molto stimata sul lavoro, la Bini conduceva una vita indipendente.

Qualche giorno prima di scomparire aveva parlato alla sorella Giuliana dei suoi progetti per le vacanze estive. Era incline ad andare da alcuni amici in Puglia, ma c'era in alternativa anche un soggiorno a Varazze, da un amico di famiglia. L'ultima persona che Camilla Bini incontrò la sera dell'8 agosto fu la sua vicina di casa. Alle 18,30, infatti, si fermò con lei a bere una bibita. Poi tutti partirono per le ferie, e nessuno fece caso all'assenza della ragazza fino al 28 agosto, quando cioè sarebbe dovuta rientrare al lavoro. Alle 9,30 dello stesso giorno, la Bolaffi informò la famiglia del suo mancato rientro al lavoro. Dopo averla cercata inutilmente a casa di parenti ed amici, la sorella Giuliana si presentò al Commissariato di Polizia per sporgere la denuncia di scomparsa.

Nell'appartamento della Bini fu trovato tutto in ordine, il frigorifero era pieno, ed erano stati utilizzati due bicchieri e due tazzine da caffé, di cui una sporca di rossetto. Aveva forse ricevuto qualcuno la sera della sua scomparsa?

La vita di Camilla fu vagliata minuziosamente ma le ricerche effettuate dai Carabinieri non portarono a nulla. Il mistero di questa vicenda rimase irrisolto. Nella primavera del '98, Giuliana Bini ha cercato di prendere contatti con il magistrato che avrebbe dovuto essere in possesso del fascicolo relativo alla scomparsa di sua sorella. Ma da una verifica effettuata presso la Cancelleria della Procura, non sarebbe stato trovato ufficialmente nessun fascicolo sul caso. Altro mistero.

 

CHI E’ PAOLO STROPPIANA e cosa c'entra con Camilla? I giudici hanno delle certezze su questo tipo ma non si riesce ad abbinare un nesso logico con il caso di Camilla eppure è tutto talmente così evidente che.....

Stroppiana è stato testimone in due processi per stragi, si dissociò da Terza Posizione. Emergono inquietanti trascorsi politici e vecchie vicende processuali per l’impiegato della Bolaffi ora indagato anche per l’omicidio di Camilla Bini. Un passato da camerata e da criminaqle incallito, nonostante le apparenze di fragilità e di gentilezza. Fin da ragazzo, Stroppiana si è messo in mostra come attivista politico di destra distinguendosi, poco più che quindicenne in alcuni incidenti davanti ad una scuola. Diciottenne, entrò nel direttivo provinciale del Fronte della gioventù, senza restarvi a lungo. Sette anni dopo, infatti, il suo nome comparì in un ordine di cattura della procura di Torino accusato di appartenere al gruppo di estrema destra Nar Terza Posizione.
Stroppiana e le sue contraddizioni emergono numerose durante lo svolgimento del processo che lo vede imputato. I giudici lo definiscono “incline alla violenza” e “privo di quei valori etici che connotano il buon cittadino”, avendo già avuto varie condanne per emissione di assegni a vuoto e per reati commessi quando era legato ad un gruppo di estrema destra. Scavando nel passato neofascista di Stroppiana si scopre che era un carcerato al Ferrante Aporti (carcere minorile di Torino), da minorenne, per le bastonate agli avversari politici, nell’eversione nera, le rapine a mano armata e poi, in un’altra esistenza, i rapporti con le donne che a suo dire evidenzierebbero un doppio stile: di gentiluomo in pubblico e di amatore spiccio in privato. Si è chiesto ai giudici una nuova sfilata di ex fidanzate del filatelico, la corte gliene concede per ora 2 (A.A. e M.M.).

Diversamente l'impiegato della Bolaffi è distinto, serio ma affabile, con quel mezzo sorriso che gli taglia il viso. Un uomo di cui fidarsi. Un uomo dalle mille facce, e dalle molteplici verità. Sorriso complice, ammiccante.
Ha anche rassegnato frettolose dimissioni dalla Bolaffi, sono state respinte.
Dopo anni di processi, il giudice ha emesso la sentenza: colpevole.
Colpevole di omicidio ma per l'omicidio di Marina Di Modica di cui il padre chiede un corpo su cui piangere. Intanto, dov’è finita Camilla, e cosa c’entra con Stroppiana?
Forse un’unica verità.
Hap collins
 


 

 

 

Siti e notizie correlate alla vicenda di Camilla:

http://www.chilhavisto.rai.it/clv/lettere/b/bini.htm

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/06_Giugno/14/uomo_filatelia_corpi_giallo_imarisio.shtml

http://doenetwork.org/cases/419dfita.html

Camilla Bini 


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