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STRETTAMENTE PUBBLICO

ALCUNE DOMANDE AL GOVERNO DI TRANSIZIONE FEDERALE SOMALO

A Ottobre 2004, finalmente dopo 14 tentativi, "sembra sia stato varato un governo" somalo a Nairobi: tale governo denominato Governo Federale Somalo di Transizione a cui, dopo un ballottaggio tra tre candidati, il parlamento transizionale a base clanica ha eletto Presidente Abdullahi Yusuf Ahmed di 73 anni, Abdullahi era presente a Mbaghati in veste di delegato e di Presidente dell'autoproclamata regione del Puntland.

Il Presidente Abdullahi Yusuf, eletto a guida del governo federale di transizione

A sua volta, ha  nominato un Primo Ministro, un personaggio di estrazione scientifica professore di veterinaria estraneo alla politica, Ali Mohamed Gheddi di 52 anni. C'è anche il presidente dell'Assemblea Generale il Sig. Sheck Aden Mohamed Nur. Istituzionalmente il cerchio si chiude con la nomina dei Ministri del governo federale unitario e dei Sottosegretari, avvenuta il 1° Dicembre: un ulteriore passo  avanti importante per la vita del paese, devastato da anni di guerra civile.
I nomi di 27 dei 31 nuovi ministri sono già stati indicati nella cerimonia d'insediamento che si è svolta in Kenya, a Nairobi, dove le istituzioni somale sono provvisoriamente insediate. I ministeri principali (Esteri, pianificazione e difesa) sono andati a esponenti della società civile, ma nel nuovo governo siedono anche figure di spicco della guerra recente.
I quattro posti ancora da assegnare riguarderebbero politici non soddisfatti delle poltrone loro assegnate, con i quali continuano le trattative. Alla cerimonia era presente per l'Italia il sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica.
Per completezza, va detto che sia il Parlamento che le cariche istituzionali sono state suddivise su base clanica ed, è assente totalmente la rappresentanza del Somaliland, l'altra regione autoproclamatasi Repubblica del paese. Con queste informazioni abbiamo tracciato il profilo del governo che "dovrebbe" portare fuori dalla palude della guerra civile la Somalia. Una guerra che ha distrutto il tessuto sociale centenario della Somalia negli ultimi 14 anni.

Questa è la cronaca recente, che come al solito, il nostro sito dedica un commento. Un commento che vuole essere una riflessione ad alta voce con i lettori. Visto il lungo andamento che avuto il congresso di Riappacificazione e vista la conclusione del medesimo ora si pongono delle domande oggettive di cui avremmo piacere ottenere una risposta. Le risposte sono fondamentali per capire dove va il governo e cosa ha concretamente intenzione di fare. E' chiaro che le risposte di cui abbiamo bisogno sono obiettivamente difficili per la questione somala, sarebbero semplice per altre nazioni e altri contesti. Ho i miei fondati dubbi che dalla situazione somala si abbiano risposte esaurienti, però... è nostro obbligo almeno provare.

Abdullahi Yusuf

Politica e Costituzione - Saprà il Presidente governare il paese Somalia, scordando la sua cabila e il Puntland? Saprà essere Abdullahi equilibrato, politico, diplomatico e veramente a capo della multiclanica presenza del parlamento, senza creare strappi? Saprà resistere alle sue famose sfuriate e irrate prepotenze? Esisterà un entità super partes chiamata Somalia a cui tutti i somali potranno riferirsi senza non pensare alle "cabile ed ai clans"? Non è già inoculato nella stessa composizione del Parlamento il virus mortale dell'antidemocrazia e delle contrapposizioni? Chi si impegna a dare svolte di convivenza e di passaggio a persone capaci di tradurre i bisogni della popolazione con una politica di base? Da chi e come saranno composti gli organi che dovranno varare la costituzione Federale della Somalia? C'è vulnus e conoscenza politica che possa innanzi tutto lavorare a favore della nazione anziché ai clans di riferimento? C'è conoscenza politica e gente capace d'operare per gli interessi di tutti i Somali? Non bisogna avere paura a negare incarichi di responsabilità ad analfabeti e guerrafondai, Mohamed Yusuf saprà dire no?

Sicurezza - E' davvero conclusa la guerra civile in Somalia, visto i numerosi atti di banditismo che sono proseguiti anche dopo l'elezione del nuovo governo? Il governo stesso ha queste percezioni di insicurezza ragione percui non si è trasferito ufficialmente ad espletare le sue funzioni nella capitale somala? Si può andare a Mogadiscio e tenere tranquillamente un comizio politico? Gli ex warlords, ora parlamentari sono disposti a fare un passo indietro? Si potranno controllare i miliziani ed i loro mandanti in modo da stabilizzare la situazione della sicurezza?

Futuro - Siamo pronti ad una "foto di gruppo" inclusiva trattando le giuste e necessarie rivendicazione del Somaliland, come del Puntland e di tutte le altre regioni da federare? Si è disposti a dare e trovare le risorse economiche da destinare per le regioni meno favorite e prive di materie prime? Il compito di qualsiasi governo somalo non è facile. C'è una percezione delle difficoltà oggettive per la ricostruzione della società, della cultura, delle istituzioni. Ci sono anche errori che già ora fanno torto all'intelligenza. Saranno mai capaci di trovare il filo del dialogo i nuovi governanti? Si provano sentimenti contrastanti: è la volta buona? Come sono le doti politiche del Presidente? avrà collaboratori capaci e preparati?

    Forse siamo alla fine di una follia collettiva che ha colpito la Somalia e i somali, speriamo sia veramente il momento in cui è stata scritta la parola fine al dramma somalo. Speriamo tuttavia di poter avere le risposte alle nostre domande che saremo lieti di pubblicare nel nostro sito, anche perché tutti i personaggi che sono citati in questa pagina parlano perfettamente la lingua italiana e hanno dimestichezza con la lingua di DanteAbbiamo gettato le basi per capire l'orientamento del nuovo governo e la sua connotazione nel contesto nazionale e poi avremmo modo anche di analizzare le tendenze del governo verso l'esterno e la sua politica estera.

    GM

 
http://www.italosomali.org            © Ancis, 02/12/2004   scrivici a: postmaster@italosomali.org